Tav, pronta la militarizzazione della Val di Susa Venerdì 27 Maggio 2011 12:48
di Susanna Grego
I rappresentanti delle istituzioni piemontesi e degli industriali hanno annunciato la militarizzazione della Val di Susa, durante una conferenza stampa svoltasi questa mattina presso l'Unione Industriale. Manderanno infatti una lettera al Ministro dell'Interno Roberto Maroni per sollecitare tutte le azioni necessarie per poter iniziare i lavori alla linea Torino-Lione in Val di Susa entro quattro giorni. In quanto al possibile uso della forza nei confronti degli attivisti No Tav che presidiano la zona, Barbara Bonino, intervenuta in rappresentanza della Regione Piemonte, non esita a specificare: "Non c'è nessun limite di ingaggio in questo senso, quando si tratta di azioni che tutelano l'incolumità dei cittadini. Noi siamo a fianco delle forze dell'ordine, sappiamo che il lavoro che dovranno affrontare sarà complicato e che avranno anche fare con agitatori di professione o persone addestrate alle tecniche di guerriglia, che hanno scagliato sassi da 120 chili (120 chili è il peso complessivo dei sassi lanciati dai No Tav lunedì notte n.d.r.)".
Un'affermazione che Sergio Chiamparino, ex sindaco di Torino, si è sentito in dovere di ammorbidire: "Auspichiamo un intervento che garantisca la legalità nelle forze consentite dalla legge" dice. Barbara Bonino aggiunge: "Esiste nella comunità una maggioranza schiacciante e silenziosa che è favorevole alla Tav. Il mio unico rammarico è che non si sia voluto procedere nel corso degli anni con un referendum, che avrebbe tolto ogni alibi agli agitatori e autori di disinformazione i cui fini mi sfuggono". Sulla stessa linea Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino: "Stiamo discutendo cose diverse dal passato: abbiamo fatto un progetto che porta vantaggi territoriali e che è accompagnato da un piano di sviluppo che invece di conferire delle compensazioni, garantisce che il 5% della spesa per l'opera sarà destinato a iniziative parallele per lo sviluppo del territorio – dice Saitta - Abbiamo fatto tutto il possibile, ora è esclusivamente un problema di ordine pubblico".
Piero Fassino, neo sindaco di Torino, sottolinea come bloccare la Tav in Val di Susa non comporti il blocco del corridoio 5 in Europa: "Esistono due progetti alternativi, uno che passa da Genova e uno da Ginevra. La Tav si farebbe lo stesso, ma Torino rimarrebbe tagliata fuori da questa opportunità di sviluppo". Duro l'intervento di Luigi Rossi di Montelera, presidente del Comitato Transpadana: "Un'opera concordata con un trattato internazionale, decisa dal Parlamento Europeo e da quello Italiano, in cui tutte le Regioni, le Province e i Comuni interessati sono favorevoli, non può essere fermata da una piccolissima minoranza locale, significherebbe minare le istituzioni stesse del Paese e porre fine alla democrazia". Gianfranco Carbonato, presidente degli industriali torinesi cita un recente studio McKinsey, che dà come possibile per L'Italia una crescita pari allo 0,9% nel prossimo quinquennio. "La crescita per essere tale deve andare oltre il 2%, ora siamo all'1%. La nostra zona potrebbe avere una crescita dello 0% nei prossimi dieci anni – ha spiegato - la Tav è una possibilità di sviluppo e occupazione per il Piemonte".
E Bartolomeo Giachino, sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, propone una campagna di informazione nelle scuole medie e superiori sul Corridoio 5 e sul piano di sviluppo della linea ad alta velocità. C'è da chiedersi se la figuraccia che tanto si teme da parte delle istituzioni nel caso che un progetto come quello della linea Torino-Lione venga bloccato da una minoranza locale non equivalga a quella che farebbe l'Italia quando si saprà nell'Unione Europea che per iniziare l'opera c'è bisogno di chiamare l'esercito e reprimere una manifestazione nel sangue.
E se questa campagna di informazione nelle scuole e le azioni di coinvolgimento dei soggetti locali non poteva essere avviata fin dai primi giorni.
L'articolo di Marco Bardesono su CronacaQui in edicola il 27 maggio
Il sindacato di polizia vuole denunciare e far pagare ai NO TAV il costo della loro presenza in Val di Susa per scortare le ditte che devono iniziare i lavori alla Maddalena ….
Il sindacato di polizia: «Chiediamo i danni ad anarchici e NoTav Controllare la protesta dei No Tav costa allo Stato 30mila euro al giorno. Lo sostiene il Sap (Sinda¬cato autonomo di polizia) che nei prossimi giorni potrebbe farsi promotore di un'azione giudizia¬ria risarcitoria nei confronti dei manifestanti.
«Ogni giorno - spiega Massimo Montebove, consigliere naziona¬le del Sap - in Valle di Susa, 350 tra poliziotti e carabinieri forma¬no un complesso sistema di sicu¬rezza che serve soltanto a fare cassa di risonanza alle poche de¬cine di soggetti, tra i quali appar¬tenenti ai centri sociali ed estre¬misti ben noti. Forse - continua Montebove - se questi signori sa¬ranno toccati nel portafoglio comprenderanno finalmente che il dissenso legittimo non può co¬stituire l'alibi per commettere reati». Il sindacato di polizia regi¬stra e amplifica le proteste delle centinaia di agenti che hanno presidiato Chiomonte giorno e notte e che hanno fatto da baluar¬do alle violenze di pochi estemisti: sassaiole, insulti, barricate.
Il Pdl intanto per bocca del vice coordinatore vicario regionale Agostino Ghiglia, sulla Tav chiede l'intervento della magistratura e annuncia di voler denunciare Alberto Perino, uno dei leader del movimento d'opposizione alla realizzazione dell'opera. "Quanto è avvenuto questa notte - dichiara Ghiglia - è un atto inqualificabile da parte di qualche centinaia dei soliti delinquenti anti-sviluppo e anti-Tav che stanno tentando il tutto per tutto per impedire l'imminente avvio dei cantieri in Val Susa. Non è più accettabile per nessuno, e per noi non lo é mai stato, che l'economia, il lavoro quindi lo sviluppo futuro, non solo della nostra regione ma di tutta la Nazione, possano essere determinati dall'azione di gruppi organizzati di delinquenti".
Come si può constatare i No TAV vengono dipinti come dei delinquenti appassionati di violenza pura…provate ad andare in un presidio NO TAV e di persona vedrete di che pasta sono fatte queste persone: sono famiglie con bambini, anziani, lavoratori, montanari e ora anche la gente della vicina pianura….piuttosto andiamo a vedere chi sono i promotori TAV e coloro che invitano le forze dell’ordine ad attaccare i presidi con tutti i mezzi possibili per far passare “il treno della morte” come lo chiamano ormai i miei bambini. Essi fanno tutti parte della “casta”, politici corrotti che vivono di menzogne e di compromessi coll’imprenditoria mafiosa; attenti solo ai soldi da spartire con le hobby! D’altronde sono o figli del berlusconismo (capo dei malfattori e plurindagato) o “amici” degli imprenditori che li comandano a bacchetta o compagni delle coop rosse che prendono per il sedere il popolo.
Non hanno alcuna motivazione logica all’opera TAV , dicono sempre le stesse cose: il progresso non si deve fermare, TAV uguale lavoro, il Piemonte rimarrebbe escluso dal resto dell’economia. Ma risposte all’ambiente, alla salute dei cittadini, alla ridicola storia del trasporto su rotaia, alla stupida storia della velocità…silenzio …o tergi versione delle questioni.
Allora… il vero progresso non è costruire opere del genere indebitando il popolo per decenni infiniti e distruggendo l’ambiente (acqua, fauna, flora, territorio), non è arrivare più velocemente a Parigi passando per Lione, non è quel misero apporto di lavoro che coinvolgerebbe una piccola percentuale di persone della valle e per un tempo determinato, non è minacciare e mettere a repentaglio la salute dei cittadini andando persino contro l’articolo 32 della Costituzione,. non è minacciare e manganellare gente pacifica che difende con diritti e doveri il proprio territorio dalla cecità, dalla incompetenza e dal malaffare dei politici in genere.
Il progresso è sempre di più il “vivere” una dimensione umana, è dedicarsi a migliorare la qualità della vita per i cittadini, è difendere la salute della gente, è proteggere l’ambiente che ci ospita, è proteggere le specie animali e l’acqua, è cementificare sempre meno il territorio, è distribuire in modo equo la ricchezza pubblica, è investire tutto sull’energia rinnovabile, è creare lavoro attraverso l’energia rinnovabile riconvertendo case e industrie ad essa, è incentivare il turismo con la difesa ad oltranza del territorio e dei beni culturali, è il non ricreare modelli sociali simili ai periodi della plebe e dei servi della gleba, è usare la tecnologia per fermare il “il falso progresso dei politici e della casta per esaltare l’universalità dell’uomo.
Questo oggi giorno è il progresso!
Tutto il resto…è solo ipocrisia e delittuosità a vantaggio dell’oligarchia imprenditoriale e politica senza scrupoli!
Barbara Bonino è una incompetente ed ignorante se gli sfuggono dopo vent’anni di opinioni a confronto i motivi legittimi e redatti da tecnici del settore dei NO TAV, inoltre è una pazza ad istigare la violenza delle forze dell’ordine nascondendosi, tra l’altro, dietro ad esse. Dovrebbe essere accusata di istigazione alla violenza nei confronti di cittadini pacifici.
Chi mi dice che siano proprio i SI TAV ad aver iniziato a lanciare le pietre contro la polizia qualche sera fa’ alla Maddalena per innescare la rissa e per poi definire delinquenti attraverso i media il popolo NO TAV ? Cosi come per Milano durante la recente campagna elettorale per accusare il candidato di centro-sinistra di voler fare della città una zingaropoli , assunsero attori travestiti da zingari per farli girare in città, oppure la storia falsa dell’aggressione a Berlusconi col lancio della madonnina per far risultare sotto campagna elettorale il premier come vittima, oppure la falsa aggressione al giornalista …ecc…
Sergio Chiamparino è meglio che stia zitto; sappiamo bene come l’imprenditoria e le Coop rosse siano immischiate nel trust della TAV. Si vergogni! Un rappresentante del popolo dei lavoratori che stravolge la propria etica sociale per compromessi e ordini di casta.
Antonio Saitta pensi piuttosto alla carica inutile che governa , la provincia …regno delle poltrone per i falliti che la politica deve in qualche modo far rientrare per mantenimento dei diritti non democratici della casta. Quanti soldi sperpera la provincia, un ente inutile, duplice e assurdo. A Rivoli, quando era sindaco poi, che cosa ha lasciato…nulla, pochi si ricordano di lui come primo cittadino della città, tanto fu evanescente e inutile la sua permanenza come sindaco.
Piero Fassino , lo ricordiamo ancora come ruffiano di Primo Greganti (c’era anche il gran leccaculo di Giuliano Ferrara ai tempi in cui militava nei Comunisti); sappiamo bene come prendevano per il sedere gli operai che con convinzione seguivano il partito. Gli operai lavoravano duramente nelle segreterie di zona, specie nelle feste dell’Unità e loro si spartivano il bottino. Greganti era il maestro.
Luigi Rossi di Montelera dovrebbe studiare bene cosa significa “Democrazia” e non parlare a vanvera perché ha la lingua! Democrazia è il governo del popolo, non di un governo oligarchico retto da un sovrano come vuole essere il signor Berlusconi e i suoi tirapiedi. Questo governo non rappresenta il popolo! Non è isonomico, isegorico , parresiano…è un governo reazionario, autoritario e filo-fascista. Quindi cosa parla di Democrazia ed istituzioni quando la stessa e le stesse sono minate proprio da coloro che hanno il potere.
Gianfranco Carbonato parla di crescita attraverso la TAV e non parla di decrescita invece; Sono anni che hanno il potere imprenditoriale e il potere politico e adesso per magia la TAV risolverebbe tutti i problemi del PIL regionale. Guada un po che combinazione! È i debiti che cadranno sulle spalle dei cittadini, la salute che bisognerà un domani curare, l’acqua contaminata ed inquinata o persa, il disastro ambientale, il turismo che diminuirà, gli immobli che si deprezzeranno, ecc…
L’energia rinnovabile potrebbe si generare crescita a medio termine e infinita, no la TAV.
Bartolomeo Giachino vuole una campagna d’informazione nelle scuole pro -TAV ; va bene , ma diamo anche le motivazioni pro-NO TAV in modo che gli studenti possano decidere con libero arbitrio…o vogliono anche a scuola fare il lavaggio del cervello. <<…Non siamo mica tutti comunisti, di sinistra!!! >> come ha detto il boss of the bosses Berlusconi.
Massimo Montebove chiede con il corpo di polizia i danni ai NO TAV per la loro permanenza in Val di Susa: ma chi lo ha detto che devono stare a militarizzare la zona davanti ai cittadini NO TAV (che non sono criminali come vengono definiti, ma cittadini onesti e leali…non certo come coloro che inviano le forze di polizia perché non hanno altri parametri democratici e giustificativi per la loro convnzione . la polizia serve in città per dare sicurezza alla gente, serve per controllare ed intercettare i politici malfattori e ladri, per mandare in galera i criminali travestiti da politici, i mafiosi; certo che se stanno dietro ai NO TAV non stanno dietro a loro che cosi possono imperversare a loro piaciment derubando il popolo.
Agostino ghiglia classifica i NO TAV come una minoranza di delinquenti anti progressisti e anti sviluppo a livello nazionale…che disastro!!!
Innanzitutto dovrebbe sapere che se ai presidi sono in pochi, nel cuore e nella mente i NO TAV sono molti, moltissimi…e scenderanno in campo se necessario per fare da muro umano a quest’0pera distruttiva e obbrobriosa. Inoltre , ripeto, laTAV non risolve il problema del lavoro e dello sviluppo; lo risolverebbe l’investimento sul rinnovabile (altro che nucleare delle palle). Non ci vengano a dire cazzate, perché c’è veramente da perdere la pazienza!
La CSIL è meglio che smetta di parlare, tanto è un sindacato morto e venduto . Si vergogni !
Si vergogni per aver tradito i lavoratori che ancora la supportano!
Detto ciò penso che oltre alla lotta di resistenza pacifica bisognerebbe contemporaneamente coprire l’eventuale vittoria dei pro-TAV con una “Class Action” studiata a misura alla situazione sia a livello italiano che a livello europeo.
Un'azione collettiva , un'azione legale condotta dai cittadini della Valle e dei Comuni interessati e oltre che, come membri della classe, chiedono che la soluzione della questione comune di fatto o di diritto avvenga con effetti ultra partes per tutti i componenti presenti e futuri della classe. Con l'azione collettiva si possono anche esercitare pretese risarcitorie, ad esempio nei casi di illecito plurioffensivo, ma lo strumento oltre alle funzioni di deterrenza realizza anche vantaggi di economia processuale e di riduzione della spesa pubblica. L'azione collettiva è il modo migliore con cui possiamo essere tutelati e risarciti dai torti delle aziende, delle multinazionali e dello Stato, in quanto la relativa sentenza favorevole avrà poi effetto o potrà essere fatta valere da tutti i soggetti che si trovino nell'identica situazione dell'attore.
In altre parole se dovessero militarizzare la zona e dovessero quindi iniziare l’opera nonostante la nostra resistenza e i nostri motivi reali e non pragmatici noi accusiamo lo Stato e tutte le imprese che vi lavoreranno a risarcire i danni eventuali su tutto l’arco delle motivazioni che determinano la volontà popolare dei cittadini al divieto di costruire l’opera. Quindi i singoli politici, imprenditori e tecnici che vogliono l’opera sono impugnabili di reati se le cose preventivate dai NO-TAV si avvereranno nel corso dei lavori o dopo i lavori. E tutto ciò ribaltato sui loro eredi se nel frattempo dovessero mancare all’affetto dei loro cari.
Per cui se si dovesse avere in zona un aumento delle malattie da polveri sottili, un aumento di tumori, un aumento di disagi morali e pratici di vita, una perdita di fonti sorgive d’acqua, l’inquinamento del territorio e dell’acqua con relativi disagi e pericoli alla salute, una contaminazioni dei prodotti della terra, una pedita o mutazione della vita faunistica e floreale, il deprezzamento degli immobili e dei terreni nele zone interessate, una diminuzione del turismo in valle, una caduta dell’occupazione relativa al lavoro, ecc…l’istituzione statale, regionale e locale attraverso i partiti e i singoli in prima acchito , le ditte locali o internazionali e multinazionali appaltatrici dei lavoro saranno colpevolizzate e tenute al risarcimento collettivo e individuale dei misfatti conosciuti in precedenza, ma sotto considerati per una assurda volontà dettata dai facili guadagni alle spalle del popolo.
Il consigliere leghista Antonello Angeleri, dice che non deve essere «una minoranza» che deve decidere su queste questioni: «Sembra di essere finiti a Cuba, nel senso che ti dicono loro cosa bisogna fare – ha spiegato – Per fortuna siamo in democrazia ed è la maggioranza che prende le decisioni».
Ebbene il consigliere si dimentica che in democrazia non esiste un governo reazionario e oligarchico come questo attuale di Berlusconi, un governo che tartassa i lavoratori e i cittadini comuni, che pensa solo a proteggere il proprio premier dalla galera con dispendio di energie e danaro pubblico, che non rispetta la Costituzione , ma che anzi vuole cambiarla a suo stretto beneficio senza chiedere il permesso al popolo.
Qui si sta confondendo una cosa importante: il governo rappresenta lo Stato, lo Stato è il popolo in quanto la sovranità è del popolo, quindi il governo è rappresentativo e non “padrone”del popolo.
Perfino in campo militare cìè la possibilità di disentire un ordine impartito se va contro le leggi e il senso civico e morale, quindi i militari possono non eseguire un ordine ingiusto e lesivo nei confronti del popolo.
In ciò mi appello alle forze dell’ordine, prima di attaccare con la forza i presidi NO-TAV pensate bene se l’ordine impartito, in cuor vostro, sia legittimo e etico --- l’uso della violenza non lo è mai, e porta ad altra violenza --- per cui potete ben non intervenire contro i vostri concittadini e magari padri o figli che la pensano diversamente e che cercano di difendere il territorio dall’obbrobriosità della TAV.
In tempo di pace, invece, l’ordinamento
militare dovrebbe assorbire integralmente
i principi democratici, così
come vuole il legislatore europeo.
Non è un dettaglio di poco conto che
il tempo di pace e di democrazia si
raggiunge con il sacrificio, anche
estremo, dei militari; sarebbe veramente
paradossale se rimanessero gli
unici esclusi da tali loro conquiste.
Qualsiasi altra soluzione, si rivelerebbe
un compromesso foriero di insidie
di diversa natura.
L’assenza di regole certe in merito
proprio all’esecuzione degli ordini
contrari alla legge, non è una questione
di poco conto che riguarda solamente
i militari.
Si consideri l’insidiosa sinergia dei seguenti
tre fattori: l’informalità dell’ordine
militare, la sua vincolatività anche
se illegittimo ed il dovere di obbedienza
del militare al Ministro della
difesa, sancito dall’art 12, comma 1,
del RDM (norma di rango minimo ma
di importanza massima, in quanto inserisce
il Ministro al vertice della scala
gerarchica).
Non bisogna dimenticare che il legislatore
europeo ha in mente un militare
posto a presidio di tutti i cittadini.
Ciò distingue l’Europa da altre zone
geografiche meno evolute, in cui le
Forze Armate e quelle di polizia sono
state spesso trasformate in qualcosa di
diverso, il cui scopo primario era la
sopravvivenza del potere politico, indipendentemente,
e anzi talvolta in contrapposizione
con la volontà popolare.
Per un esempio relativamente recente,
si consideri quanto accaduto ad Haiti,
in cui la polizia è stata usata come
strumento di repressione, da parte delle
istituzioni autoritarie, contro l'opposizione
e la popolazione civile; oppure
quanto accaduto nella ex Jugoslavia,
dove polizia e forze armate sono state
complici nella preparazione e nella
conduzione di operazioni finalizzate
all'allontanamento, e talvolta all'eliminazione,
della popolazione civile di
etnia diversa da quella predominante
su un territorio.
*Tratto dallo studio “IL CITTADINO MILITARE
Principi costituzionale e Ordinamento
Militare” di Cleto IAFRATE e
Bruno FORTE (
martedì 31 maggio 2011
giovedì 10 marzo 2011
Analisi socio-politica del nostro paese oggi….
<< L’ultimo re di Roma (Tarquinio il Superbo) aveva dimostrato quanto potesse essere pericoloso lasciare tutto il potere in mano ad una sola persona. Per questo motivo con la Repubblica, il governo della città venne suddiviso fra più persone: i magistrati. Ciascuno di essi aveva un incarico temporaneo: la durata era in genere di un anno. La stessa carica era ricoperta da due o più persone. Con questo espediente, i magistrati si controllavano reciprocamente.
I due magistrati più importanti, erano i consoli; il lavoro dei consoli, come quello di tutti i magistrati, era gratuito. Chi si impegnava per la collettività non doveva farlo con il desiderio di arricchirsi, ma per il bene comune. >>
Dal testo per la scuola primaria “Mix 5” edito dal Gruppo editoriale Raffaello in dotazione a mio figlio che frequenta la quinta elementare.
Sembra che la nostra classe dirigente non abbia frequentato la scuola elementare o, molto probabilmente, rimuova di proposito le nozioni storiche basilari che la possono infastidire.
Siamo veramente all’allagamento, non si tratta più di una goccia o di più gocce che traboccano dal vaso …
Questa oligarchia di delinquenti comandata dall’arci-miliardario e super-imputato, “latitante” reperibile, Berlusconi perversa in tutto e da tutto.
Non si è mai visto una cosa del genere. Mai!
Non si tratta più di essere retorici dicendo sempre le stesse e medesime cose sul nostro premier e sui suoi scagnozzi vestiti da parlamentari; da oggi si tratta di salvare la Democrazia e la Costituzione italiana.
Non esiste nessuna etica socio-economica e politica, siamo in balia di persone ipocrite fino al midollo capaci di essere allo stesso tempo, impertinenti, sfacciati, sfrontati, spavaldi, spudorati, insolenti, strafottenti fino alla nausea.
Oltre a ciò sono immorali, dissoluti, marci, corrotti, disonesti, spregevoli, degenerati, scandalosi, disonorevoli, libertini, festaioli, depravati…per antonomasia.
Il popolo italiano non si merita una classe dirigente del genere e deve porvi rimedio.
Analizziamo in vie generali quanto succede e traiamo semplici considerazioni, poi ditemi se siete o no in accordo con me.
Il governo che già detiene il potere esecutivo per sua natura, attraverso i decreti legislativi si è appropriato di quello legislativo scavalcando, di fatto, il Parlamento; adesso vuole impossessarsi anche di quello giudiziario per l’ennesimo salvataggio in corner del suo premier.
La legge non è più uguale per tutti; lui e i suoi maledetti tirapiedi fuggono dalle aule del tribunale con l’intenzione di cambiare la Costituzione e quindi il potere dei giudici.
Parliamoci chiaro: al popolo di essere intercettato non gliene importa nulla perché non ha nulla da nascondere, invece a lui e alla classe dirigente che governa l’intercettazione “ruga” perché può svelare all’opinione pubblica la gravità dei misfatti e l’ipocrisia con cui prendono in giro gli italiani. Alla faccia della privacy! Questo è solo infimo interesse per non andare in galera!
La grande riforma giudiziaria “epocale”, cosi detta dal millantatore mediatico, alla fin fine interessa solo a lui il pluri-indagato Berlusconi, ai Berlusconiani e a altri delinquenti; non interessa certo ai cittadini comuni che lavorano e li mantengono.
Berlusconi è ora imputato in cinque procedimenti diversi: corruzione in atti giudiziari nel processo Mills (condannato in appello e prescritto in Cassazione), appropriazione indebita e frode fiscale nel processo Mediatrade (reati contestati fino al 2009), appropriazione indebita nel processo Mediaset, concussione e prostituzione minorile con rito immediato nel Rubygate. In nessun regime africano-asiatico-sudamericano c'è un capo di governo in carica nelle condizioni di Berlusconi. L'innocenza, prima che la sua presunzione, il presidente del consiglio dovrebbe dimostrarla in aula con le sue difese (come detto ieri da Napolitano) togliendo la sua ingombrante figura dalle sacre istituzioni fin a che non sarà stato assolto.
Nell'attesa di conoscere con quali alchimie si potrà dimostrare che Mills è l'unico corrotto della storia giudiziaria mondiale senza corruttore, possiamo auspicare solo una classe dirigente pulita e al di sopra di ogni sospetto. Farebbe bene anche a tanti bravi amministratori di quella parte politica che vengono quotidianamente scavalcati nelle istituzioni dalla Nicole Minetti di turno.
Per dovere di cronaca, è bene ricordare che il segreto istruttorio non esiste più dal 1989 e che le "sistematiche fughe di notizie" dalle procure già perseguibili per legge, diventano pubbliche quando gli indagati sanno di esserlo. Tanto per rimanere ai fatti, la "gogna quotidiana" che tanto fa gridare allo scandalo ha di recente prodotto le dimissioni di un deputato laburista inglese per tangenti e dell'ex presidente di Israele condannato a 16 anni per abusi sessuali su 7 delle sue 9 segretarie, senza contare il rischio impeachment che incontrò Bill Clinton dopo le rivelazioni di Monica Lewinski.
Il signor Berlusconi se si considera innocente e vittima delle toghe rosse si presenti in tribunale per difendersi, invece di voler a tutti i costi, attraverso le leggi ad personam dei suoi avvocati parlamentari e ministri, scappare. Se andiamo a digitare “Berlusconi” su internet e leggiamo ciò che c’è scritto in modo imparziale su Wikipedia troviamo cose da far rizzare i capelli anche ad un calvo; inoltre andiamo a leggere l’elenco dei procedimenti giudiziari a suo carico, sembra che si stia parlando di un delinquente pluri-indagato.
Abbiamo un Capo del governo mafioso e piduista, un aberrante uomo mediatico falso e pericoloso per la democrazia, un egocentrico puttaniere semi-pedofilo (scopa e paga minorenni), un esempio obbrobrioso per le generazioni future, un pirata dei nostri giorni.
Non solo!
Ormai i suoi tentacoli si sono posati su tutto e i suoi uomini corrotti e a lui prostituiti reggono le poltrone più potenti del paese.
E’ una vergogna1 Una vergogna! Una vergogna!
Ci dica da dove provengono i suoi soldi negli anni ’70 e ’80 insieme a Dell’Utri, a Previti, a Mangano, a Provenzano, ecc…; perché ha fatto sparire i documenti tra il 1975 e il 1978, questo periodo rimane completamente nebuloso.
E non è vero che dalle imputazioni lui è sempre stato assolto, poiché ha sempre beneficiato di amnistie, di leggi fatte personalmente per lui, di prescrizioni guidate, di occultamento delle prove.
Inoltre non vengano a parlarci nel caso del Rubyingate del conflitto di attribuzione nei riguardi del pool di Milano, perché non è vero e se dovesse risultare “ abusivo” per l’inchiesta allora perché non si parla del conflitto d’interesse di Berlusconi. Anche lui è un abusivo per la carica che copre.
Questo governo misantropo e oligarchico pieno di prostitute e prostituti ora sta tentando di “fare” delle riforme sulla Costituzione per cambiare quegli articoli che danno loro fastidio; vogliono bloccare i giudici e i magistrati, togliere il potere giudiziario alla magistratura per divenire il primo governo post-bellico italiano con i pieni poteri (esecutivo, legislativo e giudiziario) tipico di una dittatura, come quello fascista.
Inoltre vogliono liberare l’imprenditoria dalle varie clausole di controllo per permettere ai “ricchi” di arricchirsi ancora di più e per avere alleati gli industriali e gli imprenditori.
Guarda caso proprio coloro che “danno” lavoro al popolo minuto e che in questo periodo vedono il diktat di Marchionne un esempio da imitare alla faccia di chi lavora e traina il treno Italia.
E ancora… con la riforma della Costituzione si intravvede in un vicino futuro una repubblica presidenzialista con a capo proprio lui, il signor Berlusconi in persona. Libero di fare ciò che vuole e cosi potente da estromettere qualsiasi divergenza politica che vada ad intaccare la sua persona. Basta guardare i suoi amici Putin lo “zar” russo e Ghedaffi il dittatore libico.
Per questo è assolutamente necessaria la smobilitazione del popolo contro queste riforme: la Costituzione non si cambia perché è l’unico baluardo che il popolo ha ancora per avere un paese con una parvenza democratica.
Guai se dovessimo sprofondare in questo tranello, sarebbe la fine della nostra libertà e l’inizio della dittatura…un vero golpe.
I padri costituenti non lo permetterebbero mai e noi non lo dobbiamo permettere.
Se fossi un vignettista immortalerei Berlusconi che appoggiato su un bastone con la testa di Bossi passeggia sopra le teste del popolo mentre alle sue spalle le veline/prostitute gozzovigliano nel bunga-bunga.
Il governo Berlusconi si regge sul suo impero economico di dubbia, molto dubbia, provenienza e sugli uomini e donne a lui prostituiti per soldi e cariche; inoltre lo regge un leader di dubbie raccomandazioni, un certo Bossi che nel ‘95 fece cadere il primo governo Berlusconi additandolo come mafioso.
Ora Berlusconi non è più mafioso signor Bossi? Cosa vuoi in cambio? E i tuoi elettori non dicono nulla su questo tuo trasformismo?
La “Lega” cantava a pieni polmoni “Roma ladrona” intendendo ladri i politici del parlamento, ma si ricorda che da 30 anni la Lega vive e mangia con i soldi rubati dai politici di Roma. Alcuni potranno dire che lo fanno per ottenere il federalismo; ma questa non è un altro caso di prostituzione con tornaconto.
Poi che federalismo vogliono? La disintegrazione dello Stato italiano:
Noi popolo vogliamo l’unità dell’Italia cosi come è ora senza questa classe dirigente patologica.
Noi vogliamo festeggiare la ricorrenza dei 150 anni dell’Unità perché è una festa che appartiene al popolo italiano e non ai politicanti falsi, corrotti e mercenari.
Nessuno può decidere per il popolo se non il popolo stesso.
I parlamentari e il governo sono rappresentanti del popolo e non i padroni dello Stato per cui devono ridimensionarsi e cambiare modo di fare politica. Devono sempre chiedere al popolo il permesso e l’autorizzazione per qualunque cosa.
Berlusconi & Company durante il loro insediamento al Governo, davanti al popolo italiano, hanno giurato fedeltà alla Repubblica e alla sua Costituzione, ora la tradiscono e vengono a meno al loro giuramento. Non sono fedeli e tentano di cambiarla a loro piacimento ed interesse. Sono degli spergiuri da condannare in contumacia e sbattere fuori dai confini del paese nudi e come vermi.
La costituzione può solo cambiarla il popolo italiano, non i suoi dubbi rappresentanti tra l’altro opportunisti e piduisti.
Attualmente il premier sta cercando, specie attraverso Verdini, di comprare il maggiore numero possibile di deputati dal nuovo partito di Fini Futuro e Libertà e dagli altri partiti per poter nuovamente avere una maggioranza sicura alla Camera dei Deputati.
E’ una cosa inaudita ! …questi signori che come mercenari vanno da uno schieramento all’altro sono peggio delle “puttane” …e si fanno chiamare Onorevoli.
Per soldi, per una candidatura, per una carica si prostituiscono e hanno ancora la faccia tosta di presentarsi in pubblico avvallando motivazioni ipocrite e viscide pensando che il popolo sia scemo.
Siamo veramente alla totale mercificazione delle istituzioni più nobili della Repubblica!
Si vergogni signor Berlusconi! Si vergogni!
Per non parlare degli azzeccagarbugli Ghedini e Longo, del commediante millantatore nonché Ministro della Giustizia Alfano.
Vergognatevi! Vergognatevi! Vergognatevi! State tradendo le istituzioni che rappresentate e prima o poi saranno esse che vi tramortiranno.
Una banda di criminali ufficializzata e legalizzata che attraverso il potere delle alte cariche che rappresentano vogliono destabilizzare la democrazia in Italia.
E a seguire tutta quella schiera di pseudo - giornalisti di parte che per tornaconto si inginocchiano davanti a “sua maestà” Berlusconi I; basti ricordare il maiale Fede, l’indisponente Minzolini, il falso Feltri, il raccattapalle Belpietro e cosi via fino al più viscido di tutti il “pagliaccio” Maurizio Ferrara, artefice redivivo leccaculo del suo padrone. Il padre, grande antifascista, piangerà nell’aldilà nel vedere suo figlio prostituirsi alla corte del più pericoloso e grande “piazzista” di tutti i tempi.
Molti lo ricordano quando comunista, a Torino, leccava il culo a Greganti del PCI torinese …ha solo cambiato colore, ma probabilmente lecca ancora bene.
Come si può vedere l’informazione è plagiata da questi esseri immondi alle dipendenze del loro Porcaio. Un’informazione di parte e potente: Berlusconi è padrone di tre reti televisive, spadroneggia le tre reti nazionali della RAI, detiene case editrici e giornali …poi si lamenta di coloro che contrari scrivono contro di lui…per forza…qualcuno che la pensa in modo diverso e che non si fa comprare c’è ancora come baluardo di un’esigua ma esistente libertà d’informazione.
Pretende un po’ troppo, non vi pare?
Durante l’ultimo scandalo del Robygate non appariva più nei media, probabilmente era molto preoccupato…poi con la compera al mercato degli onorevoli come fossero vacche, con le leggi ad personam dei suoi azzeccagarbugli ripresentate con nuove vesti, con i consigli di un Ferrara a ritornare in campo nei panni del primo Berlusconi anno ’94 ecco che riprende fiducia e faccia tosta…si ripresenta, fa il moralista per raccattare i cattolici, fa la vittima denunciando l’inverosimile sulle toghe rosse, scaglia invettive contro gli inesistenti comunisti (li vede solo più lui), scherza e se la ride perfino sul “bunga-bunga” tanto per sdrammatizzare e per far vedere che non ne ha paura.in realtà se la sta facendo addosso.
Da quando è al potere il suo impero economico è aumentato a dismisura come usano fare i dittatori del terzo mondo e del mondo arabo (guardiamo il dividendo di questi ultimi giorni delle sue imprese…solo per lui ben quasi 120 milioni di euro e tutto ciò mentre tra il popolo ci sono famiglie che non sanno più che santi pregare per tirare avanti).
Questo filibustiere del XXI secolo con tutta la sua spregevole ciurma sta vendendo pure l’Italia a pezzi: palazzi, castelli, ville, spiagge, isole, terreni demaniali ecc…come se fossero proprietà private; sta favorendo i “ricchi” industriali e imprenditori riducendo i lavoratori a “merci” come gli antichi servitori della gleba, sta cementificando il territorio italiano con spudorata sevizia, sta distruggendo intere vallate in nome di un progresso assurdo e retrogrado, sta mercificando il nucleare con folle ipocrisia ripudiando il rinnovabile, cioè l’energia del futuro, sta…sta… sta “rompendo i coglioni come mai nessuno era riuscito prima della sua comparsa”.
Oltre a ciò questi mercanti della politica si stanno macchiando di misfatti sociali inverosimili.
Qui in val di Susa da anni stanno tentando di portare la TAV, il cosiddetto treno ad alta velocità e dopo il depistaggio di Venaus nel 2005 impartito dalle forze dell’ordine contro i dimostranti contrari del “famigerato” NO TAV (tutti cittadini inermi e abitanti della zona tra cui anziani, donne e bambini) e dopo il famoso e silenzioso “prendi in culo” Comitato del Fare guidato dal viscido “generale” Virano adesso sono convinti di poterlo realizzare. Dove e come non si sa ancora!
Oltre alle motivazioni risapute e tutte avvalorate da ricerche e studi statistici e tecno-scientifici relative al No TAV ricordo come le polveri sottili specie quelle di uranio e amianto possano raggiungere il fondo valle arrivando fino a Torino attraverso il vento e quindi come l’inquinamento cancerogeno possa essere non solo vivo nella zona dei lavori, ma anche potenzialmente presente nelle città di pianura. Ora un governo che mette a repentaglio la salute dei propri cittadini è un governo incostituzionale aggravato da un omicidio di massa silente e calcolato.
Perché coloro che vogliono a tutti i costi quel treno non firmano un contratto con gli abitanti della valle in cui si definisce che se la percentuale dei casi di morte o malattia aumenterà per l’inquinamento atmosferico di queste polveri, per l’inquinamento dei prodotti coltivati su quei terreni, per l’inquinamento delle falde acquifere, ecc…garantendo con le loro firme, davanti al popolo italiano, il risarcimento, cioè il prelevamento di tutte le ricchezze e le proprietà fino alla terza generazione di coloro che lo hanno cosi tanto auspicato?
Se è tutto cosi sicuro non devono temere nulla…allora firmino!
Stessa cosa per l’obbrobrio delle centrali nucleari!
Firmino un contratto con gli abitanti delle zone adibite alle centrali con la stessa procedura e vediamo quanti di questi assassini accetteranno il patto davanti al mondo intero.
Sono convinto che nessuno metterà la sua firma, né Berlusconi, né Matteoli o Sacconi, né Chiamparino o Napoli, né Marcegaglia o Romiti, né Saitta o altri ancora…
Perché hanno la “coda di paglia”, bofonchiano e parlano ma o non sanno ciò che dicono o sono degli assassini senza scrupoli.
Non parlino poi di progresso perché sono doppiamente biforcuti in quanto progresso al giorno d’oggi vuol dire tornare indietro nel tempo di almeno 50 anni pur sfruttando la tecnologia esistente in modo consono a non distruggere l’ambiente.
E non parlino neppure della possibilità di creare nuovi posti di lavoro…sono tutti falsi perché la maggior parte degli operai che andrebbero a lavorare per la TAV o per le centrali nucleari saranno quasi tutte persone immigrate e prese per fame.
Pensate se invece tutti questi sforzi e tutti questi soldi venissero impiegati per impianti di energia rinnovabile (un paese come l’Italia e piena di sole, di acqua, di vento, di mare, di fumi sulfurei ) e pensiamo se piano piano si incominciasse a riconvertire l’energia attualmente in uso con quella rinnovabile e pulita …riconvertire industrie, palazzi, case, paesi, città, parco auto, …quanto lavoro si importerebbe nel mercato e quanta gente troverebbe occupazione. La disoccupazione scenderebbe a zero! Ma cosi non vogliono perché le multinazionali del petrolio e del gas alleate ai nostri industriali e politici perderebbero i loro business e quest’ultimi il potere che hanno sulla gleba.
Senza contare che si azzererebbe l’inquinamento totale a beneficio del pianeta.
Pensate (è fantascienza ?): un paese come il nostro da guida e traino per gli altri che in breve lo emulerebbero.
In questo periodo storico cosi delicato l’Italia è a un crocevia: conservare la potenzialità di democrazia e libertà o conservare una parvenza di democrazia diventando nel giro di qualche tempo un’oligarchia autoritaria guidata da un “monarca” arricchito e fraudolento.
Dopo solo 65 anni si ripresenta l’uomo “nero” stavolta colorato di bianco.
Il fascismo è alle porte…svegliamoci gente! Svegliamoci!
Questi facinorosi mercanti della politica sono alleati ai ricchi industriali del paese, proprio come negli anni venti del novecento quando Mussolini ascese al potere.
Quando guardo il telegiornale di SKY (gli altri sono ormai in mano a chi detiene il potere) o leggo i giornali la bile dentro di me ribolle nel vedere sentire questi commedianti; mi arrabbio con me stesso perché mentre loro, senza alcuna opposizione, disfano e creano una Costituzione su misura per i loro interessi, io sono immobile e silente come un leone in cattività dentro lo zoo.
E con me quanti leoni, tigri, pantere, ma anche scimmie, topi, cani, ecc., tra il popolo italiano ci sono nello zoo Italia?
Ecco che allora questa inattività socio-politica mi strangola giorno dopo giorno.
“Panem et circenses” era la locuzione del poeta latino Giovernale usata in epoca romana per definire che chi governava si assicurava il consenso popolare con elargizioni economiche e con la concessione di svaghi a coloro che erano governati.
Per estensione, la locuzione è stata successivamente usata, soprattutto in funzione critica, per definire l'azione politica di singoli o gruppi di potere volta ad attrarre e mantenere il consenso popolare mediante l'organizzazione di attività ludiche collettive, o ancor più specificatamente a distogliere l'attenzione dei cittadini dalla vita politica in modo da lasciarla solo alle élite.
L'espressione Panem et Circenses rappresentava un meccanismo di potere in fluentissimo sul popolo romano, era la formula del benessere popolare e quindi politico; un vero bozzo/strumento in mano al potere per far cessare i malumori delle masse.
Oggi non c’è più la distribuzione gratis del grano e lo spettacolo dei gladiatori o quello del circo, oggi c’è la distribuzione delle tessere per la spesa agli anziani, il cellulare ultimo tipo, il computer con i suoi face book, i videogiochi, le automobili simbolo di prestigio virtuale, i divertimenti, i viaggi, ecc….tutti “beni” non necessari che distolgono l’attenzione su ciò che succede e indebitano il popolo.
Il cittadino poi per mantenere uno status sociale che corre dietro al conformismo consumistico cade nella trappola, perché si indebita presso banche e finanziarie col risultato che per pagare il credito è obbligato a lavorare, abbassare la testa e lottare per avere un posto di lavoro.
In questo modo la “casta” politica e oligarchica politico-imprenditoriale e mafiosa ci incatena con manette soft all’andazzo.
Come automi mangiamo, ci divertiamo, lavoriamo e dormiamo, mentre loro si ingrassano e cementificano il potere sul popolo come una grande piovra.
In base a queste semplici e brevi considerazioni che toccano solo in parte il grande problema socio-politico del nostro paese…ditemi se non c’è del vero in ciò…, ma siate obiettivi, non di parte o faziosi, cercate di scrutare dentro questi miseri e pochi concetti per formulare una vostra opinione.
Martin Luther King in un suo discorso disse:
“Ho sempre avuto l’impressione che in ultima analisi, nel corso della vita, un individuo deve una buona volta schierarsi, prendere posizione, ed essere disposto ad affrontare le conseguenze quali che siano. E se è invaso dalla paura non può farlo. La mia preghiera più grande è sempre che Dio mi preservi dal terrore che paralizza, perché quando una persona vive accompagnata dalla paura per le conseguenze dei propri atti sulla sua vita personale, non potrà mai fare niente per contribuire a sollevare l’umanità intera e a risolvere i molti problemi sociali che ci troviamo di fronte in tutte le epoche e a ogni nuova generazione”.
E termino con una frase stupenda:
"Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo" (Gandhi)
Siamo noi, popolo, cittadini il cambiamento che vogliamo nel nostro paese!
Rivoli, 11 febbraio 2011
I due magistrati più importanti, erano i consoli; il lavoro dei consoli, come quello di tutti i magistrati, era gratuito. Chi si impegnava per la collettività non doveva farlo con il desiderio di arricchirsi, ma per il bene comune. >>
Dal testo per la scuola primaria “Mix 5” edito dal Gruppo editoriale Raffaello in dotazione a mio figlio che frequenta la quinta elementare.
Sembra che la nostra classe dirigente non abbia frequentato la scuola elementare o, molto probabilmente, rimuova di proposito le nozioni storiche basilari che la possono infastidire.
Siamo veramente all’allagamento, non si tratta più di una goccia o di più gocce che traboccano dal vaso …
Questa oligarchia di delinquenti comandata dall’arci-miliardario e super-imputato, “latitante” reperibile, Berlusconi perversa in tutto e da tutto.
Non si è mai visto una cosa del genere. Mai!
Non si tratta più di essere retorici dicendo sempre le stesse e medesime cose sul nostro premier e sui suoi scagnozzi vestiti da parlamentari; da oggi si tratta di salvare la Democrazia e la Costituzione italiana.
Non esiste nessuna etica socio-economica e politica, siamo in balia di persone ipocrite fino al midollo capaci di essere allo stesso tempo, impertinenti, sfacciati, sfrontati, spavaldi, spudorati, insolenti, strafottenti fino alla nausea.
Oltre a ciò sono immorali, dissoluti, marci, corrotti, disonesti, spregevoli, degenerati, scandalosi, disonorevoli, libertini, festaioli, depravati…per antonomasia.
Il popolo italiano non si merita una classe dirigente del genere e deve porvi rimedio.
Analizziamo in vie generali quanto succede e traiamo semplici considerazioni, poi ditemi se siete o no in accordo con me.
Il governo che già detiene il potere esecutivo per sua natura, attraverso i decreti legislativi si è appropriato di quello legislativo scavalcando, di fatto, il Parlamento; adesso vuole impossessarsi anche di quello giudiziario per l’ennesimo salvataggio in corner del suo premier.
La legge non è più uguale per tutti; lui e i suoi maledetti tirapiedi fuggono dalle aule del tribunale con l’intenzione di cambiare la Costituzione e quindi il potere dei giudici.
Parliamoci chiaro: al popolo di essere intercettato non gliene importa nulla perché non ha nulla da nascondere, invece a lui e alla classe dirigente che governa l’intercettazione “ruga” perché può svelare all’opinione pubblica la gravità dei misfatti e l’ipocrisia con cui prendono in giro gli italiani. Alla faccia della privacy! Questo è solo infimo interesse per non andare in galera!
La grande riforma giudiziaria “epocale”, cosi detta dal millantatore mediatico, alla fin fine interessa solo a lui il pluri-indagato Berlusconi, ai Berlusconiani e a altri delinquenti; non interessa certo ai cittadini comuni che lavorano e li mantengono.
Berlusconi è ora imputato in cinque procedimenti diversi: corruzione in atti giudiziari nel processo Mills (condannato in appello e prescritto in Cassazione), appropriazione indebita e frode fiscale nel processo Mediatrade (reati contestati fino al 2009), appropriazione indebita nel processo Mediaset, concussione e prostituzione minorile con rito immediato nel Rubygate. In nessun regime africano-asiatico-sudamericano c'è un capo di governo in carica nelle condizioni di Berlusconi. L'innocenza, prima che la sua presunzione, il presidente del consiglio dovrebbe dimostrarla in aula con le sue difese (come detto ieri da Napolitano) togliendo la sua ingombrante figura dalle sacre istituzioni fin a che non sarà stato assolto.
Nell'attesa di conoscere con quali alchimie si potrà dimostrare che Mills è l'unico corrotto della storia giudiziaria mondiale senza corruttore, possiamo auspicare solo una classe dirigente pulita e al di sopra di ogni sospetto. Farebbe bene anche a tanti bravi amministratori di quella parte politica che vengono quotidianamente scavalcati nelle istituzioni dalla Nicole Minetti di turno.
Per dovere di cronaca, è bene ricordare che il segreto istruttorio non esiste più dal 1989 e che le "sistematiche fughe di notizie" dalle procure già perseguibili per legge, diventano pubbliche quando gli indagati sanno di esserlo. Tanto per rimanere ai fatti, la "gogna quotidiana" che tanto fa gridare allo scandalo ha di recente prodotto le dimissioni di un deputato laburista inglese per tangenti e dell'ex presidente di Israele condannato a 16 anni per abusi sessuali su 7 delle sue 9 segretarie, senza contare il rischio impeachment che incontrò Bill Clinton dopo le rivelazioni di Monica Lewinski.
Il signor Berlusconi se si considera innocente e vittima delle toghe rosse si presenti in tribunale per difendersi, invece di voler a tutti i costi, attraverso le leggi ad personam dei suoi avvocati parlamentari e ministri, scappare. Se andiamo a digitare “Berlusconi” su internet e leggiamo ciò che c’è scritto in modo imparziale su Wikipedia troviamo cose da far rizzare i capelli anche ad un calvo; inoltre andiamo a leggere l’elenco dei procedimenti giudiziari a suo carico, sembra che si stia parlando di un delinquente pluri-indagato.
Abbiamo un Capo del governo mafioso e piduista, un aberrante uomo mediatico falso e pericoloso per la democrazia, un egocentrico puttaniere semi-pedofilo (scopa e paga minorenni), un esempio obbrobrioso per le generazioni future, un pirata dei nostri giorni.
Non solo!
Ormai i suoi tentacoli si sono posati su tutto e i suoi uomini corrotti e a lui prostituiti reggono le poltrone più potenti del paese.
E’ una vergogna1 Una vergogna! Una vergogna!
Ci dica da dove provengono i suoi soldi negli anni ’70 e ’80 insieme a Dell’Utri, a Previti, a Mangano, a Provenzano, ecc…; perché ha fatto sparire i documenti tra il 1975 e il 1978, questo periodo rimane completamente nebuloso.
E non è vero che dalle imputazioni lui è sempre stato assolto, poiché ha sempre beneficiato di amnistie, di leggi fatte personalmente per lui, di prescrizioni guidate, di occultamento delle prove.
Inoltre non vengano a parlarci nel caso del Rubyingate del conflitto di attribuzione nei riguardi del pool di Milano, perché non è vero e se dovesse risultare “ abusivo” per l’inchiesta allora perché non si parla del conflitto d’interesse di Berlusconi. Anche lui è un abusivo per la carica che copre.
Questo governo misantropo e oligarchico pieno di prostitute e prostituti ora sta tentando di “fare” delle riforme sulla Costituzione per cambiare quegli articoli che danno loro fastidio; vogliono bloccare i giudici e i magistrati, togliere il potere giudiziario alla magistratura per divenire il primo governo post-bellico italiano con i pieni poteri (esecutivo, legislativo e giudiziario) tipico di una dittatura, come quello fascista.
Inoltre vogliono liberare l’imprenditoria dalle varie clausole di controllo per permettere ai “ricchi” di arricchirsi ancora di più e per avere alleati gli industriali e gli imprenditori.
Guarda caso proprio coloro che “danno” lavoro al popolo minuto e che in questo periodo vedono il diktat di Marchionne un esempio da imitare alla faccia di chi lavora e traina il treno Italia.
E ancora… con la riforma della Costituzione si intravvede in un vicino futuro una repubblica presidenzialista con a capo proprio lui, il signor Berlusconi in persona. Libero di fare ciò che vuole e cosi potente da estromettere qualsiasi divergenza politica che vada ad intaccare la sua persona. Basta guardare i suoi amici Putin lo “zar” russo e Ghedaffi il dittatore libico.
Per questo è assolutamente necessaria la smobilitazione del popolo contro queste riforme: la Costituzione non si cambia perché è l’unico baluardo che il popolo ha ancora per avere un paese con una parvenza democratica.
Guai se dovessimo sprofondare in questo tranello, sarebbe la fine della nostra libertà e l’inizio della dittatura…un vero golpe.
I padri costituenti non lo permetterebbero mai e noi non lo dobbiamo permettere.
Se fossi un vignettista immortalerei Berlusconi che appoggiato su un bastone con la testa di Bossi passeggia sopra le teste del popolo mentre alle sue spalle le veline/prostitute gozzovigliano nel bunga-bunga.
Il governo Berlusconi si regge sul suo impero economico di dubbia, molto dubbia, provenienza e sugli uomini e donne a lui prostituiti per soldi e cariche; inoltre lo regge un leader di dubbie raccomandazioni, un certo Bossi che nel ‘95 fece cadere il primo governo Berlusconi additandolo come mafioso.
Ora Berlusconi non è più mafioso signor Bossi? Cosa vuoi in cambio? E i tuoi elettori non dicono nulla su questo tuo trasformismo?
La “Lega” cantava a pieni polmoni “Roma ladrona” intendendo ladri i politici del parlamento, ma si ricorda che da 30 anni la Lega vive e mangia con i soldi rubati dai politici di Roma. Alcuni potranno dire che lo fanno per ottenere il federalismo; ma questa non è un altro caso di prostituzione con tornaconto.
Poi che federalismo vogliono? La disintegrazione dello Stato italiano:
Noi popolo vogliamo l’unità dell’Italia cosi come è ora senza questa classe dirigente patologica.
Noi vogliamo festeggiare la ricorrenza dei 150 anni dell’Unità perché è una festa che appartiene al popolo italiano e non ai politicanti falsi, corrotti e mercenari.
Nessuno può decidere per il popolo se non il popolo stesso.
I parlamentari e il governo sono rappresentanti del popolo e non i padroni dello Stato per cui devono ridimensionarsi e cambiare modo di fare politica. Devono sempre chiedere al popolo il permesso e l’autorizzazione per qualunque cosa.
Berlusconi & Company durante il loro insediamento al Governo, davanti al popolo italiano, hanno giurato fedeltà alla Repubblica e alla sua Costituzione, ora la tradiscono e vengono a meno al loro giuramento. Non sono fedeli e tentano di cambiarla a loro piacimento ed interesse. Sono degli spergiuri da condannare in contumacia e sbattere fuori dai confini del paese nudi e come vermi.
La costituzione può solo cambiarla il popolo italiano, non i suoi dubbi rappresentanti tra l’altro opportunisti e piduisti.
Attualmente il premier sta cercando, specie attraverso Verdini, di comprare il maggiore numero possibile di deputati dal nuovo partito di Fini Futuro e Libertà e dagli altri partiti per poter nuovamente avere una maggioranza sicura alla Camera dei Deputati.
E’ una cosa inaudita ! …questi signori che come mercenari vanno da uno schieramento all’altro sono peggio delle “puttane” …e si fanno chiamare Onorevoli.
Per soldi, per una candidatura, per una carica si prostituiscono e hanno ancora la faccia tosta di presentarsi in pubblico avvallando motivazioni ipocrite e viscide pensando che il popolo sia scemo.
Siamo veramente alla totale mercificazione delle istituzioni più nobili della Repubblica!
Si vergogni signor Berlusconi! Si vergogni!
Per non parlare degli azzeccagarbugli Ghedini e Longo, del commediante millantatore nonché Ministro della Giustizia Alfano.
Vergognatevi! Vergognatevi! Vergognatevi! State tradendo le istituzioni che rappresentate e prima o poi saranno esse che vi tramortiranno.
Una banda di criminali ufficializzata e legalizzata che attraverso il potere delle alte cariche che rappresentano vogliono destabilizzare la democrazia in Italia.
E a seguire tutta quella schiera di pseudo - giornalisti di parte che per tornaconto si inginocchiano davanti a “sua maestà” Berlusconi I; basti ricordare il maiale Fede, l’indisponente Minzolini, il falso Feltri, il raccattapalle Belpietro e cosi via fino al più viscido di tutti il “pagliaccio” Maurizio Ferrara, artefice redivivo leccaculo del suo padrone. Il padre, grande antifascista, piangerà nell’aldilà nel vedere suo figlio prostituirsi alla corte del più pericoloso e grande “piazzista” di tutti i tempi.
Molti lo ricordano quando comunista, a Torino, leccava il culo a Greganti del PCI torinese …ha solo cambiato colore, ma probabilmente lecca ancora bene.
Come si può vedere l’informazione è plagiata da questi esseri immondi alle dipendenze del loro Porcaio. Un’informazione di parte e potente: Berlusconi è padrone di tre reti televisive, spadroneggia le tre reti nazionali della RAI, detiene case editrici e giornali …poi si lamenta di coloro che contrari scrivono contro di lui…per forza…qualcuno che la pensa in modo diverso e che non si fa comprare c’è ancora come baluardo di un’esigua ma esistente libertà d’informazione.
Pretende un po’ troppo, non vi pare?
Durante l’ultimo scandalo del Robygate non appariva più nei media, probabilmente era molto preoccupato…poi con la compera al mercato degli onorevoli come fossero vacche, con le leggi ad personam dei suoi azzeccagarbugli ripresentate con nuove vesti, con i consigli di un Ferrara a ritornare in campo nei panni del primo Berlusconi anno ’94 ecco che riprende fiducia e faccia tosta…si ripresenta, fa il moralista per raccattare i cattolici, fa la vittima denunciando l’inverosimile sulle toghe rosse, scaglia invettive contro gli inesistenti comunisti (li vede solo più lui), scherza e se la ride perfino sul “bunga-bunga” tanto per sdrammatizzare e per far vedere che non ne ha paura.in realtà se la sta facendo addosso.
Da quando è al potere il suo impero economico è aumentato a dismisura come usano fare i dittatori del terzo mondo e del mondo arabo (guardiamo il dividendo di questi ultimi giorni delle sue imprese…solo per lui ben quasi 120 milioni di euro e tutto ciò mentre tra il popolo ci sono famiglie che non sanno più che santi pregare per tirare avanti).
Questo filibustiere del XXI secolo con tutta la sua spregevole ciurma sta vendendo pure l’Italia a pezzi: palazzi, castelli, ville, spiagge, isole, terreni demaniali ecc…come se fossero proprietà private; sta favorendo i “ricchi” industriali e imprenditori riducendo i lavoratori a “merci” come gli antichi servitori della gleba, sta cementificando il territorio italiano con spudorata sevizia, sta distruggendo intere vallate in nome di un progresso assurdo e retrogrado, sta mercificando il nucleare con folle ipocrisia ripudiando il rinnovabile, cioè l’energia del futuro, sta…sta… sta “rompendo i coglioni come mai nessuno era riuscito prima della sua comparsa”.
Oltre a ciò questi mercanti della politica si stanno macchiando di misfatti sociali inverosimili.
Qui in val di Susa da anni stanno tentando di portare la TAV, il cosiddetto treno ad alta velocità e dopo il depistaggio di Venaus nel 2005 impartito dalle forze dell’ordine contro i dimostranti contrari del “famigerato” NO TAV (tutti cittadini inermi e abitanti della zona tra cui anziani, donne e bambini) e dopo il famoso e silenzioso “prendi in culo” Comitato del Fare guidato dal viscido “generale” Virano adesso sono convinti di poterlo realizzare. Dove e come non si sa ancora!
Oltre alle motivazioni risapute e tutte avvalorate da ricerche e studi statistici e tecno-scientifici relative al No TAV ricordo come le polveri sottili specie quelle di uranio e amianto possano raggiungere il fondo valle arrivando fino a Torino attraverso il vento e quindi come l’inquinamento cancerogeno possa essere non solo vivo nella zona dei lavori, ma anche potenzialmente presente nelle città di pianura. Ora un governo che mette a repentaglio la salute dei propri cittadini è un governo incostituzionale aggravato da un omicidio di massa silente e calcolato.
Perché coloro che vogliono a tutti i costi quel treno non firmano un contratto con gli abitanti della valle in cui si definisce che se la percentuale dei casi di morte o malattia aumenterà per l’inquinamento atmosferico di queste polveri, per l’inquinamento dei prodotti coltivati su quei terreni, per l’inquinamento delle falde acquifere, ecc…garantendo con le loro firme, davanti al popolo italiano, il risarcimento, cioè il prelevamento di tutte le ricchezze e le proprietà fino alla terza generazione di coloro che lo hanno cosi tanto auspicato?
Se è tutto cosi sicuro non devono temere nulla…allora firmino!
Stessa cosa per l’obbrobrio delle centrali nucleari!
Firmino un contratto con gli abitanti delle zone adibite alle centrali con la stessa procedura e vediamo quanti di questi assassini accetteranno il patto davanti al mondo intero.
Sono convinto che nessuno metterà la sua firma, né Berlusconi, né Matteoli o Sacconi, né Chiamparino o Napoli, né Marcegaglia o Romiti, né Saitta o altri ancora…
Perché hanno la “coda di paglia”, bofonchiano e parlano ma o non sanno ciò che dicono o sono degli assassini senza scrupoli.
Non parlino poi di progresso perché sono doppiamente biforcuti in quanto progresso al giorno d’oggi vuol dire tornare indietro nel tempo di almeno 50 anni pur sfruttando la tecnologia esistente in modo consono a non distruggere l’ambiente.
E non parlino neppure della possibilità di creare nuovi posti di lavoro…sono tutti falsi perché la maggior parte degli operai che andrebbero a lavorare per la TAV o per le centrali nucleari saranno quasi tutte persone immigrate e prese per fame.
Pensate se invece tutti questi sforzi e tutti questi soldi venissero impiegati per impianti di energia rinnovabile (un paese come l’Italia e piena di sole, di acqua, di vento, di mare, di fumi sulfurei ) e pensiamo se piano piano si incominciasse a riconvertire l’energia attualmente in uso con quella rinnovabile e pulita …riconvertire industrie, palazzi, case, paesi, città, parco auto, …quanto lavoro si importerebbe nel mercato e quanta gente troverebbe occupazione. La disoccupazione scenderebbe a zero! Ma cosi non vogliono perché le multinazionali del petrolio e del gas alleate ai nostri industriali e politici perderebbero i loro business e quest’ultimi il potere che hanno sulla gleba.
Senza contare che si azzererebbe l’inquinamento totale a beneficio del pianeta.
Pensate (è fantascienza ?): un paese come il nostro da guida e traino per gli altri che in breve lo emulerebbero.
In questo periodo storico cosi delicato l’Italia è a un crocevia: conservare la potenzialità di democrazia e libertà o conservare una parvenza di democrazia diventando nel giro di qualche tempo un’oligarchia autoritaria guidata da un “monarca” arricchito e fraudolento.
Dopo solo 65 anni si ripresenta l’uomo “nero” stavolta colorato di bianco.
Il fascismo è alle porte…svegliamoci gente! Svegliamoci!
Questi facinorosi mercanti della politica sono alleati ai ricchi industriali del paese, proprio come negli anni venti del novecento quando Mussolini ascese al potere.
Quando guardo il telegiornale di SKY (gli altri sono ormai in mano a chi detiene il potere) o leggo i giornali la bile dentro di me ribolle nel vedere sentire questi commedianti; mi arrabbio con me stesso perché mentre loro, senza alcuna opposizione, disfano e creano una Costituzione su misura per i loro interessi, io sono immobile e silente come un leone in cattività dentro lo zoo.
E con me quanti leoni, tigri, pantere, ma anche scimmie, topi, cani, ecc., tra il popolo italiano ci sono nello zoo Italia?
Ecco che allora questa inattività socio-politica mi strangola giorno dopo giorno.
“Panem et circenses” era la locuzione del poeta latino Giovernale usata in epoca romana per definire che chi governava si assicurava il consenso popolare con elargizioni economiche e con la concessione di svaghi a coloro che erano governati.
Per estensione, la locuzione è stata successivamente usata, soprattutto in funzione critica, per definire l'azione politica di singoli o gruppi di potere volta ad attrarre e mantenere il consenso popolare mediante l'organizzazione di attività ludiche collettive, o ancor più specificatamente a distogliere l'attenzione dei cittadini dalla vita politica in modo da lasciarla solo alle élite.
L'espressione Panem et Circenses rappresentava un meccanismo di potere in fluentissimo sul popolo romano, era la formula del benessere popolare e quindi politico; un vero bozzo/strumento in mano al potere per far cessare i malumori delle masse.
Oggi non c’è più la distribuzione gratis del grano e lo spettacolo dei gladiatori o quello del circo, oggi c’è la distribuzione delle tessere per la spesa agli anziani, il cellulare ultimo tipo, il computer con i suoi face book, i videogiochi, le automobili simbolo di prestigio virtuale, i divertimenti, i viaggi, ecc….tutti “beni” non necessari che distolgono l’attenzione su ciò che succede e indebitano il popolo.
Il cittadino poi per mantenere uno status sociale che corre dietro al conformismo consumistico cade nella trappola, perché si indebita presso banche e finanziarie col risultato che per pagare il credito è obbligato a lavorare, abbassare la testa e lottare per avere un posto di lavoro.
In questo modo la “casta” politica e oligarchica politico-imprenditoriale e mafiosa ci incatena con manette soft all’andazzo.
Come automi mangiamo, ci divertiamo, lavoriamo e dormiamo, mentre loro si ingrassano e cementificano il potere sul popolo come una grande piovra.
In base a queste semplici e brevi considerazioni che toccano solo in parte il grande problema socio-politico del nostro paese…ditemi se non c’è del vero in ciò…, ma siate obiettivi, non di parte o faziosi, cercate di scrutare dentro questi miseri e pochi concetti per formulare una vostra opinione.
Martin Luther King in un suo discorso disse:
“Ho sempre avuto l’impressione che in ultima analisi, nel corso della vita, un individuo deve una buona volta schierarsi, prendere posizione, ed essere disposto ad affrontare le conseguenze quali che siano. E se è invaso dalla paura non può farlo. La mia preghiera più grande è sempre che Dio mi preservi dal terrore che paralizza, perché quando una persona vive accompagnata dalla paura per le conseguenze dei propri atti sulla sua vita personale, non potrà mai fare niente per contribuire a sollevare l’umanità intera e a risolvere i molti problemi sociali che ci troviamo di fronte in tutte le epoche e a ogni nuova generazione”.
E termino con una frase stupenda:
"Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo" (Gandhi)
Siamo noi, popolo, cittadini il cambiamento che vogliamo nel nostro paese!
Rivoli, 11 febbraio 2011
domenica 4 aprile 2010
“Movimento per l’alternativa al nucleare”
"Anche se la sicurezza delle centrali nucleari fosse ragionevolmente garantita
– sul che vi sono seri dubbi –
resterebbero sempre non risolti, in fatto di sicurezza,
i problemi del trasporto dei materiali fissili
e quelli della conservazione nei secoli delle scorie radioattive.
In un Paese come il nostro, con un territorio in gran parte
idrogeologicamente dissestato e congestionato di inquinamenti
e per di più fitto di insediamenti urbani e costellato di tesori storici, artistici e paesistici,
è il ciclo nucleare nel suo insieme che presenta rischi e pericoli inaccettabili
Siamo persone impegnate in associazioni, gruppi, movimenti, sindacati, partiti.
Ci occupiamo di ambiente, di lavoro, di diritti, di occupazione, di risorse, di alimentazione, di nonviolenza, di pace.
Alcuni di noi sono stati attivi nel movimento contro il nucleare che ha portato nel 1987 al referendum che decretò il NO al nucleare in Italia.
Pensiamo che si stia abusando troppo delle risorse e della natura.
Crediamo che lo sviluppo come sino ad oggi pensato ed attuato, solo e sempre quantitativo abbia già da tempo depredato e sprecato più di quanto gli fosse consentito e più di quanto gli fosse necessario.
Crediamo che l’accumulo capitalistico, globalizzato e neoliberista abbia già fin troppo distinto tra chi può (tutto) e chi deve (tutto), tra chi ha troppo e chi ha niente.
Crediamo nel diritto ad alimenti naturali e sicuri, non geneticamente modificati, non chimicamente alterati e crediamo nella sovranità alimentare.
Crediamo nella pace: bene e ricchezza per tutti i popoli.
Crediamo che l’acqua, l’energia, siano beni comuni dell’umanità e che tutte e tutti debbano averne il diritto all’accesso.
"Anche se la sicurezza delle centrali nucleari fosse ragionevolmente garantita
– sul che vi sono seri dubbi –
resterebbero sempre non risolti, in fatto di sicurezza,
i problemi del trasporto dei materiali fissili
e quelli della conservazione nei secoli delle scorie radioattive.
In un Paese come il nostro, con un territorio in gran parte
idrogeologicamente dissestato e congestionato di inquinamenti
e per di più fitto di insediamenti urbani e costellato di tesori storici, artistici e paesistici,
è il ciclo nucleare nel suo insieme che presenta rischi e pericoli inaccettabili
Siamo persone impegnate in associazioni, gruppi, movimenti, sindacati, partiti.
Ci occupiamo di ambiente, di lavoro, di diritti, di occupazione, di risorse, di alimentazione, di nonviolenza, di pace.
Alcuni di noi sono stati attivi nel movimento contro il nucleare che ha portato nel 1987 al referendum che decretò il NO al nucleare in Italia.
Pensiamo che si stia abusando troppo delle risorse e della natura.
Crediamo che lo sviluppo come sino ad oggi pensato ed attuato, solo e sempre quantitativo abbia già da tempo depredato e sprecato più di quanto gli fosse consentito e più di quanto gli fosse necessario.
Crediamo che l’accumulo capitalistico, globalizzato e neoliberista abbia già fin troppo distinto tra chi può (tutto) e chi deve (tutto), tra chi ha troppo e chi ha niente.
Crediamo nel diritto ad alimenti naturali e sicuri, non geneticamente modificati, non chimicamente alterati e crediamo nella sovranità alimentare.
Crediamo nella pace: bene e ricchezza per tutti i popoli.
Crediamo che l’acqua, l’energia, siano beni comuni dell’umanità e che tutte e tutti debbano averne il diritto all’accesso.
In Africa il 73% delle terre coltivate è a rischio desertificazione, e in Italia il 21% del territorio nazionale è esposto alla stessa sorte (soprattutto Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna).
Sono circa un miliardo le persone colpite dalla siccità in oltre cento Paesi nel mondo.
Si calcola che da qui al 2020, oltre 60 milioni di persone potrebbero migrare dalle zone desertiche dell’Africa sub-sahariana verso il nord-Africa e l’Europa.
Nel mondo una persona su quattro, 1.6 miliardi di persone, vive ancora senza accesso all’energia elettrica.
Un miliardo e mezzo di persone nel mondo non ha accesso all’acqua potabile. Trentamila persone muoiono ogni giorno per malattie legate alla mancanza d’acqua potabile, 16.000 di queste sono bambini sotto i dodici anni.
La spesa militare mondiale ammonta a 1.400 miliardi di dollari.
La crisi finanziaria rischia di avere un ulteriore effetto negativo per i poveri del mondo che non hanno ancora accesso alla luce e all'energia elettrica oppure che non possono più permettersi di pagarla. La risposta non sono certo le grandi opere o la scelta di ritorno al nucleare che, oltre a non rispondere alle priorità, sono scelte distruttive per l’ambiente e per le persone.
Le radici della crisi climatica si trovano nell’eccessivo consumo delle risorse energetiche, nell'eccessivo consumo delle risorse naturali da parte del Nord del pianeta e delle elite di tutto il mondo, nei metodi di produzione che danneggiano e che implicano enormi sprechi e in una gestione delle risorse naturali fondamentalmente non-democratica, iniqua e anti-sociale, che ha impedito sistematicamente alle comunità locali di esercitare la propria sovranità sulle proprie risorse e sulle scelte di sviluppo che le riguardano.
Il 22 maggio 2008 un ministro del IV governo Berlusconi ha annunciato, davanti all'assemblea della Confindustria, che il governo italiano prevede la costruzione "di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione" capaci di "produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell'ambiente", la cui "prima pietra" dovrebbe essere posta entro il 2013.
Più recentemente è stato dichiarato che i siti per l’installazione delle centrali sono già stati individuati.
Siamo contrari alla decisione di ritorno al nucleare e diciamo perché:
L'energia elettrica ottenuta per via nucleare non è né economica, né pulita, né sicura:
b) non è affatto senza emissione di CO2, perché, in realtà, se ne produce una quantità rilevante per l’estrazione del combustibile, per la costruzione della centrale e per il suo smantellamento;
c) malgrado i costi elevati, economici e ambientali, gli impianti nucleari di tutto il mondo forniscono una minima parte dell’energia necessaria. Dopo 50 anni, tutte le centrali del mondo forniscono appena il 6,5% del fabbisogno totale.
Le valutazioni della presunta convenienza economica sono state fatte sulla base di costi degli impianti non aggiornati che non tengono conto delle spese necessarie per lo smantellamento finale delle centrali e per la custodia e lo smaltimento dei residui radioattivi derivanti dal loro funzionamento.
La scelta nucleare proposta condanna ugualmente l’Italia ad una dipendenza, inevitabile in ogni grande processo produttivo, da capitali stranieri e da brevetti, forniture e tecnologia, detenuti da pochi gruppi monopolistici, con tutte le conseguenze politiche che ne derivano.
La scelta nucleare comporta la concentrazione della produzione elettrica in pochi mega impianti che stravolgono pesantemente le aree interessate sia sotto il profilo ambientale sia sotto il profilo della sicurezza, rendendone quasi inevitabile, per questo ultimo aspetto, la militarizzazione. Al contrario noi siamo per un modo di produzione dell’energia elettrica decentrato e diffuso sul territorio, che sia consapevole e rispettoso delle esigenze delle comunità e dell’ambiente in cui si sviluppa.
La scelta nucleare implica rischi di incidenti catastrofici di portata e scala imprevedibili, che possono essere determinati anche da sabotaggi: variazioni climatiche e alterazioni agli ecosistemi naturali, che possono derivare dal grave inquinamento termico
La scelta del nucleare porta con sé la produzione di crescenti quantità di sottoprodotti radioattivi altamente pericolosi e difficilmente conservabili in maniera sicura. Alcuni di questi sottoprodotti radioattivi costituiscono inoltre la materia prima per la costruzione delle bombe atomiche, cosicché la scelta nucleare contribuisce alla diffusione degli armamenti e alla instabilità internazionale contraria agli interessi della pace.
L’opzione nucleare è intrinsecamente rigida sia nella fase di programmazione che di produzione: gli ingenti impegni finanziari ed i tempi di messa in opera vincolano a proseguire il programma anche in caso di mutamenti del contesto socio-economico, obbligano all’uso dell’elettricità, anche se non necessario (le centrali nucleari non possono essere ‘rallentate’ o fermate per seguire la curva dei consumi) e sottraggono risorse ad altre opzioni, quali efficienza/risparmio energetico e fonti rinnovabili, più convenienti, diffuse, modulari e disponibili in tempi brevi.
La scelta nucleare, contrariamente a quello che da molte parti si vuole far intendere, contribuisce assai poco a risolvere i problemi occupazionali, essendo la costruzione delle centrali elettronucleari il tipico investimento ad alta intensità di capitale e bassa intensità di manodopera.
Le centrali nucleari necessitano per funzionare di enormi e continue quantità di acqua, bene sempre più prezioso, che verrebbero sottratte a bisogni primari ben più importanti, pensiamo ad esempio all’agricoltura, oltre a causare inquinamento ambientale.
I problemi prioritari dell'occupazione non trovano alcuna soluzione con la semplice moltiplicazione dei consumi e con la produzione di grandi quantità di energia, che finirebbero invece per favorire solo lo spreco e lo sviluppo di industrie ad alto impiego di capitale e di energia per addetto.
Proponiamo:
Che le ipotesi di sviluppo del consumo di energia vengano rivedute, tenendo conto anche delle maggiori possibilità di occupazione offerte da una politica di risparmio dell'energia e dopo aver chiarito come, cosa si intende produrre e per chi.
Di iniziare una transizione dall'uso dei combustibili fossili a quello di altre fonti energetiche rinnovabili: eolica, geotermica, idroelettrica e, in particolare, solare nelle varie forme in cui può essere convertita: energia termica ed elettrica, combustibili artificiali, biomasse (nel pieno rispetto dell’uso prioritario dei suoli per la produzione alimentare).
Che si attivi un percorso di sensibilizzazione e formazione per tutti, a cominciare dagli studenti di tutte le scuole e da tutti i lavoratori per acquisire maggiore consapevolezza sulla delicata situazione in cui ci troviamo.
Che si avvii una programmazione volta al risparmio energetico e all’uso più efficiente dell’energia (si calcola che metà dei consumi energetici italiani sono in realtà sprechi derivanti da usi poco razionali ed inefficienti dell’energia).
Che si implementi lo sviluppo della ricerca scientifica per un largo e migliore incremento ed utilizzo delle Fonti di Energia Rinnovabili.
Che a livello regionale e poi nazionale si avviino campagne e programmi e azioni sull’occupazione anche dedicate alla riconversione occupazionale in ambito energetico verso lo sviluppo delle FER.
Facciamo appello alle Associazioni, alle Reti, ai Movimenti, ai Sindacati, ai Partiti, alle persone e a quanti concordino con queste considerazioni per promuovere un percorso di contrasto delle scelte e delle decisioni di ritorno al nucleare.
venerdì 2 aprile 2010
La DECRESCITA secondo Latouche
di Paolo Rumiz - fonte: La Repubblica, 24/2/2008Un bel ritratto del filosofo teorico della decrescita Serge Latouche
Attenti, c´è una parola nuova in orbita. Ha solo sei anni, gli stessi dell’emergenza terrorismo. È stata lanciata quasi per caso nel marzo del 2002, a un incontro dell´Unesco a Parigi. Oggi vola alta, indica una rotta luminosa in un caos di disastri, surriscaldamenti climatici, emergenze immondizie, epidemie. Il suo nome è “decrescita“, e pare abbia un grande effetto pedagogico e liberatorio. Mobilita, diventa passepartout, propizia il contatto fra nuclei di resistenza, costruisce reti. Il suo scopo è rallentare, offrire alternative credibili alla tirannia dello spreco. Il suo slogan: vivere con meno è facile. Persino divertente.
Nome Serge, cognome Latouche, nazionalità francese. Il profeta del nuovo verbo globale vive tra Parigi e una vecchia casa in pietra rimessa a posto con le sue mani sui Pirenei Orientali, sotto il Pic Canigou, l’ultimo “paracarro” prima del grande ammaraggio dei monti nel Mediterraneo. Si sposta rigorosamente in treno e spende molto del suo tempo in giro per l’Europa a organizzare le pattuglie disperse del consumo virtuoso. Affascina, racconta, scrive pamphlet, fustiga l’economia globalizzata e la sciagurata «teologia del Pil». Insiste, soprattutto, sul lato «conviviale» di un’austerità intelligente.
Già in treno, andando da lui, la diga si rompe. Appoggio un suo libro sul tavolinetto - titolo “Come sopravvivere allo sviluppo” - e i vicini di scompartimento si avvicinano, come attirati da una calamita. Pendolari trentenni, titolari di lavoro precario. Chiedono di dare un’occhiata, leggono avidamente. Dentro c’è scritto che il collasso è questione di trent’anni. Diecimila giorni, roba da conto alla rovescia. Il petrolio si esaurisce, gli oceani si innalzano, centinaia di milioni di uomini dovranno spostarsi, il clima impazzisce, l’aria si avvelena, la sterilità maschile aumenta anno dopo anno. Tutto converge verso la stessa “deadline”, il 2030 o giù di lì.
I pendolari insistono, chiedono chi sia Latouche, vogliono sapere di lui, danno inizio a una discussione. Sono bastate poche righe di quel libro a svelare la paura sommersa più diffusa degli italiani. «Macché criminalità», dicono, «ci parlano di zingari e rumeni per non farci riflettere seriamente su queste cose». Hanno mangiato la foglia, ma non si accontentano di un megafono di protesta. Cercano una guida, qualcuno capace di rassicurare e tirarli fuori dal vicolo cieco. Chiedono soprattutto parole di buon senso.
È esattamente ciò che trovo quando incontro il mio uomo. Colui che ho di fronte, accanto a un piatto di stoccafisso e una bottiglia di Montepulciano d’Abruzzo, è l’esatto contrario dell’eco-fanatico imbonitore di folle. Latouche è un tipo semplice, tranquillo, asciutto, segaligno e robusto come un ramponiere. Il suo volto è segnato da rughe, ha capelli grigio-ferro e l’occhio da aquilotto. È arrivato zoppicando con un gran sorriso, appoggiato al lungo bastone che è il suo emblema di viandante. «Che vuole, cher ami, ho le ginocchia calcificate e le piante dei piedi consumate dal troppo camminare. Ma è giusto così…, non è mica giusto lasciare al buon Dio un fisico in perfetta efficienza. No?».
Pensi che abbia formule da svelare: invece spiega che basta concentrarsi sulla qualità della vita. Dobbiamo liberare l’immaginario, reso schiavo di un feticcio apportatore di sventure. La parola sviluppo. Basta dire ai politici che, rinunciando alla mistica della crescita, non perderanno elettori, al contrario. Far capire alla gente che, scegliendo la decrescita, non torneranno all’età della pietra, ma solo a quarant’anni fa.
«I poteri forti ci ricattano, tengono in ostaggio la nostra immaginazione. Ci dicono che con la decrescita scenderà su di noi la tristezza di un’infinita quaresima. Non è vero niente. Invertire la corsa ai consumi è la cosa più allegra che ci sia». Questo è del resto il tema del suo prossimo libro in uscita in Italia a metà marzo per Boringhieri: s’intitola “Breve trattato sulla decrescita serena”. Latouche ce l’ha a morte anche col terrorismo mentale degli ecologisti annunciatori di penitenza. Sorride sotto la barba: «Ah, il masochismo protestante, il senso del dovere, i dieci comandamenti… Ma no! La sola regola è la gioia di vivere».
Quarant’anni fa, si diceva. Il disastro è cominciato allora. È lì che si è scatenata la corsa allo spreco. In quarant´anni il nostro impatto negativo sulla biosfera è triplicato, e non smette di crescere. Sembra impossibile, no? In fondo, non mangiamo il triplo, non facciamo il triplo di viaggi, non usiamo il triplo di vestiti… Come si spiegano questi numeri da apocalisse?
Semplice. Nella nostra vita ha fatto irruzione l’Usa e Getta, l’obsolescenza programmata dei beni. Una follia. Il trenta per cento della carne dei supermercati va direttamente nella spazzatura… Un’auto è vecchia dopo tre anni, un computer peggio ancora… E se non li cambi sei “out”… Viviamo di acque minerali che vengono da lontanissimo, in mezzo a sprechi energetici demenziali, con l’Andalusia che mangia pomodori olandesi e l’Olanda che mangia pomodori andalusi…
E che dire delle bistecche, che quarant’anni fa avevano il sapore dei pascoli. Oggi sono gonfie di mangimi alla soia, coltivata a migliaia di chilometri di distanza, in campi ricavati dai disboscamenti dell’Amazzonia. «Una volta ero un divoratore di carne. Oggi la mangio col contagocce. Ma non per negarmi qualcosa. Lo faccio per divertirmi a scoprire le nuove frontiere del mangiare. Il mio amico Carlo Petrini dice che un gastronomo non ecologista è un imbecille, e un ecologista non gastronomo è una persona triste. Ci pensi: è verissimo».
Per i rifiuti la regola base del benessere non cambia. «Inutile fare come i tedeschi, per i quali la raccolta differenziata è diventata ossessione. Basta comprare diversamente, vivendo in modo conviviale. Non c’è inceneritore che tenga… Il miglior rifiuto è quello non prodotto… E attenzione, lo dico agli amici italiani, l’assedio da immondizie non è una questione napoletana. È una questione mondiale, il libro di Saviano lo dice chiaro. Gli Stati Uniti mandano in Nigeria ottocento navi al mese di rifiuti tossici non riciclabili».
Affrontiamo in letizia lo stocco, il pane e il vino, e il discorso di Latouche è come una litania francescana che ti obbliga a sillabare senza paura l’abc della rinuncia. Le e-mail, per esempio. «Scrivo spesso lettere a mano, ma non per tornare alla candela e alla pergamena. Lo faccio per il semplice piacere di dimostrare a me stesso che posso camminare senza le protesi artificiali imposte dal sistema, in modo atossico. Intendo la posta elettronica, e tutto il resto. La mia è una forma di allenamento al digiuno dalla tecnologia. Un tecno-digiuno».
E poi la bici. «Non la uso perché si deve, ma solo perché è bello. Se nella mia casa in montagna pedalo chilometri ogni mattina per procurarmi i croissant per la colazione, significa che mi fa vivere meglio, punto e basta. Incontro persone, parlo, imparo, e la giornata comincia col piede giusto. Ivan Illich, grande fustigatore dello spreco, diceva che questo mondo ad alto consumo di energia è, inevitabilmente, un mondo a bassa comunicazione fra uomini. Ecco, la bici è il simbolo del contrario. Una vita a bassa energia genera alta comunicazione».
Non parliamo dei telefonini. «Potrei dire che fanno male, che per costruirli si usa un minerale rarissimo e altamente tossico; o che dietro a ogni cellulare c´è il sangue delle guerre tribali fomentate dall’Occidente in posti come il Congo. Invece dico solo questo: senza telefonini si vive meglio. L’ansia cala. L’allegria aumenta. Non hai più il Grande Fratello che ti sorveglia. Uno lo capisce anche senza sapere niente di economia e scomodare la geopolitica».
Sviluppo: l’imbroglio è contenuto già nella parola. Nasconde lo sfruttamento e la rapina; lo sradicamento in massa di individui, la morte delle diversità, l’evidenza di un’umanità apatica, infelice, obesa, precaria, insicura e, a ben guardare, anche più povera. «L’idea di sviluppo resiste ostinatamente all’evidenza del suo fallimento. Per questo ha smesso da tempo di essere una cosa scientifica. È diventato mistica, mitologia, religione. Un feticcio imbroglione che anestetizza le sue vittime. Il vero oppio dei popoli».
Ci dicono che per uscire dalla crisi economica dobbiamo lavorare di più. Diventare cinesi. Che la Cina vada al disastro e affoghi nell’inquinamento, sono obiezioni irrilevanti. Si va avanti lo stesso. «È da questa cecità che dobbiamo liberarci», dice il francese. Sì, ma allora qual è il modello giusto? «Anni fa ho incontrato un contadino laotiano. Stava seduto sul bordo di un campo e non faceva nulla. Gli ho chiesto: che fai? Ha risposto: ascolto il riso che cresce. J’écoute le riz pousser. Ritroviamo il piacere della vita, prima dell’ansia di fare».
È così ovvio: una società che ha come solo scopo lo sviluppo economico è come un individuo che vuole solo essere obeso. Eppure la gente ha lo stesso paura di cambiare, teme di perdere il benessere. «Qui gli allarmi degli ultimi decenni, cose come Chernobyl o l’epidemia di mucca pazza, sono stati utilissimi. Hanno posto interrogativi alla gente. Fanno il gioco del partito della decrescita. Per questo, più che immaginare La Grande Catastrofe Finale, preferisco costruire una pedagogia delle piccole catastrofi intermedie. Non c’è niente di meglio per far capire alla gente l’apocalisse che verrà».
E la lentezza? «La guerra della Valsusa contro la linea ferroviaria ad alta velocità è sacrosanta ed è stata un pilastro nella storia del partito della decrescita. Era il dicembre del 2005, trentamila persone si erano schierate sotto la neve contro i bulldozer e io ero in tv, a L’Infedele di Lerner, a commentare in diretta. Ecco, proprio allora si è creata la saldatura tra quella battaglia concreta e la teoria della decrescita. È lì che i movimenti sono usciti dalla foresta e hanno cominciato a saldarsi tra loro. Quello anti-Tav, quello contro il megaponte di Messina o la centrale di Civitavecchia».
Latouche ne è certo: i poteri forti temono la pubblica opinione. Per questo ci tengono all’oscuro. Nell’Unione Europea hanno bloccato tutti i referendum sulle grandi opere e gli ogm, perché sanno benissimo che la gente voterebbe contro, come è successo in Svizzera. José Bové ha dovuto fare lo sciopero della fame perché il governo francese, per timore di reazioni popolari, mantenesse la promessa moratoria sugli organismi geneticamente modificati. «Se un politico andasse in tv e dicesse: signori, stiamo viaggiando su un treno senza conducente, da domani dobbiamo cambiar vita… Se quel politico desse nuove regole di comportamento virtuoso alla nazione, non ho dubbi che sarebbe ucciso nel giro di una settimana».
È un segno di paura. Per questo l’economia globale accelera invece di rallentare. Per questo le immondizie diventano montagne, il fossato fra ricchi e poveri si allarga, le banlieues si incendiano. Per questo la corsa alle ultime risorse diventa rapina, guerra, e il sistema entra nel tunnel dell’assurdo. «Assurdistan» lo chiamava Illich. E poiché paura e consumi aumentano in parallelo, ecco che la costruzione di un partito della decrescita diventa una gara di velocità, una corsa contro il tempo.
«Quarant’anni fa sono andato a lavorare in Africa come esperto di sviluppo. Volevo redimere il continente dalla sua arretratezza. Ma ero anche affascinato dai popoli africani. Studiavo appassionatamente quelle stesse culture che con l’economia contribuivo a distruggere. È stato lì che la contraddizione mi è apparsa chiara. Ed è stato lì che ho perso la fede. Da allora ho combattuto, sentendomi un predicatore nel deserto. Oggi, per la prima volta, vedo che le cose stanno cambiando. I nuclei a economia sostenibile si moltiplicano. Nelle città conosco interi palazzi che si organizzano in modo ecosostenibile. Lo sento, ce la faremo».
Attenti, c´è una parola nuova in orbita. Ha solo sei anni, gli stessi dell’emergenza terrorismo. È stata lanciata quasi per caso nel marzo del 2002, a un incontro dell´Unesco a Parigi. Oggi vola alta, indica una rotta luminosa in un caos di disastri, surriscaldamenti climatici, emergenze immondizie, epidemie. Il suo nome è “decrescita“, e pare abbia un grande effetto pedagogico e liberatorio. Mobilita, diventa passepartout, propizia il contatto fra nuclei di resistenza, costruisce reti. Il suo scopo è rallentare, offrire alternative credibili alla tirannia dello spreco. Il suo slogan: vivere con meno è facile. Persino divertente.
Nome Serge, cognome Latouche, nazionalità francese. Il profeta del nuovo verbo globale vive tra Parigi e una vecchia casa in pietra rimessa a posto con le sue mani sui Pirenei Orientali, sotto il Pic Canigou, l’ultimo “paracarro” prima del grande ammaraggio dei monti nel Mediterraneo. Si sposta rigorosamente in treno e spende molto del suo tempo in giro per l’Europa a organizzare le pattuglie disperse del consumo virtuoso. Affascina, racconta, scrive pamphlet, fustiga l’economia globalizzata e la sciagurata «teologia del Pil». Insiste, soprattutto, sul lato «conviviale» di un’austerità intelligente.
Già in treno, andando da lui, la diga si rompe. Appoggio un suo libro sul tavolinetto - titolo “Come sopravvivere allo sviluppo” - e i vicini di scompartimento si avvicinano, come attirati da una calamita. Pendolari trentenni, titolari di lavoro precario. Chiedono di dare un’occhiata, leggono avidamente. Dentro c’è scritto che il collasso è questione di trent’anni. Diecimila giorni, roba da conto alla rovescia. Il petrolio si esaurisce, gli oceani si innalzano, centinaia di milioni di uomini dovranno spostarsi, il clima impazzisce, l’aria si avvelena, la sterilità maschile aumenta anno dopo anno. Tutto converge verso la stessa “deadline”, il 2030 o giù di lì.
I pendolari insistono, chiedono chi sia Latouche, vogliono sapere di lui, danno inizio a una discussione. Sono bastate poche righe di quel libro a svelare la paura sommersa più diffusa degli italiani. «Macché criminalità», dicono, «ci parlano di zingari e rumeni per non farci riflettere seriamente su queste cose». Hanno mangiato la foglia, ma non si accontentano di un megafono di protesta. Cercano una guida, qualcuno capace di rassicurare e tirarli fuori dal vicolo cieco. Chiedono soprattutto parole di buon senso.
È esattamente ciò che trovo quando incontro il mio uomo. Colui che ho di fronte, accanto a un piatto di stoccafisso e una bottiglia di Montepulciano d’Abruzzo, è l’esatto contrario dell’eco-fanatico imbonitore di folle. Latouche è un tipo semplice, tranquillo, asciutto, segaligno e robusto come un ramponiere. Il suo volto è segnato da rughe, ha capelli grigio-ferro e l’occhio da aquilotto. È arrivato zoppicando con un gran sorriso, appoggiato al lungo bastone che è il suo emblema di viandante. «Che vuole, cher ami, ho le ginocchia calcificate e le piante dei piedi consumate dal troppo camminare. Ma è giusto così…, non è mica giusto lasciare al buon Dio un fisico in perfetta efficienza. No?».
Pensi che abbia formule da svelare: invece spiega che basta concentrarsi sulla qualità della vita. Dobbiamo liberare l’immaginario, reso schiavo di un feticcio apportatore di sventure. La parola sviluppo. Basta dire ai politici che, rinunciando alla mistica della crescita, non perderanno elettori, al contrario. Far capire alla gente che, scegliendo la decrescita, non torneranno all’età della pietra, ma solo a quarant’anni fa.
«I poteri forti ci ricattano, tengono in ostaggio la nostra immaginazione. Ci dicono che con la decrescita scenderà su di noi la tristezza di un’infinita quaresima. Non è vero niente. Invertire la corsa ai consumi è la cosa più allegra che ci sia». Questo è del resto il tema del suo prossimo libro in uscita in Italia a metà marzo per Boringhieri: s’intitola “Breve trattato sulla decrescita serena”. Latouche ce l’ha a morte anche col terrorismo mentale degli ecologisti annunciatori di penitenza. Sorride sotto la barba: «Ah, il masochismo protestante, il senso del dovere, i dieci comandamenti… Ma no! La sola regola è la gioia di vivere».
Quarant’anni fa, si diceva. Il disastro è cominciato allora. È lì che si è scatenata la corsa allo spreco. In quarant´anni il nostro impatto negativo sulla biosfera è triplicato, e non smette di crescere. Sembra impossibile, no? In fondo, non mangiamo il triplo, non facciamo il triplo di viaggi, non usiamo il triplo di vestiti… Come si spiegano questi numeri da apocalisse?
Semplice. Nella nostra vita ha fatto irruzione l’Usa e Getta, l’obsolescenza programmata dei beni. Una follia. Il trenta per cento della carne dei supermercati va direttamente nella spazzatura… Un’auto è vecchia dopo tre anni, un computer peggio ancora… E se non li cambi sei “out”… Viviamo di acque minerali che vengono da lontanissimo, in mezzo a sprechi energetici demenziali, con l’Andalusia che mangia pomodori olandesi e l’Olanda che mangia pomodori andalusi…
E che dire delle bistecche, che quarant’anni fa avevano il sapore dei pascoli. Oggi sono gonfie di mangimi alla soia, coltivata a migliaia di chilometri di distanza, in campi ricavati dai disboscamenti dell’Amazzonia. «Una volta ero un divoratore di carne. Oggi la mangio col contagocce. Ma non per negarmi qualcosa. Lo faccio per divertirmi a scoprire le nuove frontiere del mangiare. Il mio amico Carlo Petrini dice che un gastronomo non ecologista è un imbecille, e un ecologista non gastronomo è una persona triste. Ci pensi: è verissimo».
Per i rifiuti la regola base del benessere non cambia. «Inutile fare come i tedeschi, per i quali la raccolta differenziata è diventata ossessione. Basta comprare diversamente, vivendo in modo conviviale. Non c’è inceneritore che tenga… Il miglior rifiuto è quello non prodotto… E attenzione, lo dico agli amici italiani, l’assedio da immondizie non è una questione napoletana. È una questione mondiale, il libro di Saviano lo dice chiaro. Gli Stati Uniti mandano in Nigeria ottocento navi al mese di rifiuti tossici non riciclabili».
Affrontiamo in letizia lo stocco, il pane e il vino, e il discorso di Latouche è come una litania francescana che ti obbliga a sillabare senza paura l’abc della rinuncia. Le e-mail, per esempio. «Scrivo spesso lettere a mano, ma non per tornare alla candela e alla pergamena. Lo faccio per il semplice piacere di dimostrare a me stesso che posso camminare senza le protesi artificiali imposte dal sistema, in modo atossico. Intendo la posta elettronica, e tutto il resto. La mia è una forma di allenamento al digiuno dalla tecnologia. Un tecno-digiuno».
E poi la bici. «Non la uso perché si deve, ma solo perché è bello. Se nella mia casa in montagna pedalo chilometri ogni mattina per procurarmi i croissant per la colazione, significa che mi fa vivere meglio, punto e basta. Incontro persone, parlo, imparo, e la giornata comincia col piede giusto. Ivan Illich, grande fustigatore dello spreco, diceva che questo mondo ad alto consumo di energia è, inevitabilmente, un mondo a bassa comunicazione fra uomini. Ecco, la bici è il simbolo del contrario. Una vita a bassa energia genera alta comunicazione».
Non parliamo dei telefonini. «Potrei dire che fanno male, che per costruirli si usa un minerale rarissimo e altamente tossico; o che dietro a ogni cellulare c´è il sangue delle guerre tribali fomentate dall’Occidente in posti come il Congo. Invece dico solo questo: senza telefonini si vive meglio. L’ansia cala. L’allegria aumenta. Non hai più il Grande Fratello che ti sorveglia. Uno lo capisce anche senza sapere niente di economia e scomodare la geopolitica».
Sviluppo: l’imbroglio è contenuto già nella parola. Nasconde lo sfruttamento e la rapina; lo sradicamento in massa di individui, la morte delle diversità, l’evidenza di un’umanità apatica, infelice, obesa, precaria, insicura e, a ben guardare, anche più povera. «L’idea di sviluppo resiste ostinatamente all’evidenza del suo fallimento. Per questo ha smesso da tempo di essere una cosa scientifica. È diventato mistica, mitologia, religione. Un feticcio imbroglione che anestetizza le sue vittime. Il vero oppio dei popoli».
Ci dicono che per uscire dalla crisi economica dobbiamo lavorare di più. Diventare cinesi. Che la Cina vada al disastro e affoghi nell’inquinamento, sono obiezioni irrilevanti. Si va avanti lo stesso. «È da questa cecità che dobbiamo liberarci», dice il francese. Sì, ma allora qual è il modello giusto? «Anni fa ho incontrato un contadino laotiano. Stava seduto sul bordo di un campo e non faceva nulla. Gli ho chiesto: che fai? Ha risposto: ascolto il riso che cresce. J’écoute le riz pousser. Ritroviamo il piacere della vita, prima dell’ansia di fare».
È così ovvio: una società che ha come solo scopo lo sviluppo economico è come un individuo che vuole solo essere obeso. Eppure la gente ha lo stesso paura di cambiare, teme di perdere il benessere. «Qui gli allarmi degli ultimi decenni, cose come Chernobyl o l’epidemia di mucca pazza, sono stati utilissimi. Hanno posto interrogativi alla gente. Fanno il gioco del partito della decrescita. Per questo, più che immaginare La Grande Catastrofe Finale, preferisco costruire una pedagogia delle piccole catastrofi intermedie. Non c’è niente di meglio per far capire alla gente l’apocalisse che verrà».
E la lentezza? «La guerra della Valsusa contro la linea ferroviaria ad alta velocità è sacrosanta ed è stata un pilastro nella storia del partito della decrescita. Era il dicembre del 2005, trentamila persone si erano schierate sotto la neve contro i bulldozer e io ero in tv, a L’Infedele di Lerner, a commentare in diretta. Ecco, proprio allora si è creata la saldatura tra quella battaglia concreta e la teoria della decrescita. È lì che i movimenti sono usciti dalla foresta e hanno cominciato a saldarsi tra loro. Quello anti-Tav, quello contro il megaponte di Messina o la centrale di Civitavecchia».
Latouche ne è certo: i poteri forti temono la pubblica opinione. Per questo ci tengono all’oscuro. Nell’Unione Europea hanno bloccato tutti i referendum sulle grandi opere e gli ogm, perché sanno benissimo che la gente voterebbe contro, come è successo in Svizzera. José Bové ha dovuto fare lo sciopero della fame perché il governo francese, per timore di reazioni popolari, mantenesse la promessa moratoria sugli organismi geneticamente modificati. «Se un politico andasse in tv e dicesse: signori, stiamo viaggiando su un treno senza conducente, da domani dobbiamo cambiar vita… Se quel politico desse nuove regole di comportamento virtuoso alla nazione, non ho dubbi che sarebbe ucciso nel giro di una settimana».
È un segno di paura. Per questo l’economia globale accelera invece di rallentare. Per questo le immondizie diventano montagne, il fossato fra ricchi e poveri si allarga, le banlieues si incendiano. Per questo la corsa alle ultime risorse diventa rapina, guerra, e il sistema entra nel tunnel dell’assurdo. «Assurdistan» lo chiamava Illich. E poiché paura e consumi aumentano in parallelo, ecco che la costruzione di un partito della decrescita diventa una gara di velocità, una corsa contro il tempo.
«Quarant’anni fa sono andato a lavorare in Africa come esperto di sviluppo. Volevo redimere il continente dalla sua arretratezza. Ma ero anche affascinato dai popoli africani. Studiavo appassionatamente quelle stesse culture che con l’economia contribuivo a distruggere. È stato lì che la contraddizione mi è apparsa chiara. Ed è stato lì che ho perso la fede. Da allora ho combattuto, sentendomi un predicatore nel deserto. Oggi, per la prima volta, vedo che le cose stanno cambiando. I nuclei a economia sostenibile si moltiplicano. Nelle città conosco interi palazzi che si organizzano in modo ecosostenibile. Lo sento, ce la faremo».
martedì 30 marzo 2010
Elezioni Regionali 2010
Elezioni Regionali 2010
L’esultazione di Berlusconi & company è fuori luogo in quanto ha vinto contro un partito d’opposizione incapace di fare opposizione e incapace di rinnovarsi partendo dal vertice, quindi contro un partito perdente fin dall’inizio… e lui, il leader supremo, rimane comunque l’imprenditore politico e miliardario più indagato della storia italiana, e se non fosse per i truschini legislativi dei suoi leccapiedi avvocati sarebbe di sicuro dietro le sbarre delle patrie galere.
Il centrosinistra ha ben meritato la perdita di alcune regioni per l’incapacità di fare opposizione vera e per il suo connubio deleterio con l’attuale maggioranza, grazie agli ormai consueti ed eterni volti noti; finché questo centrosinistra camminerà lungo questa strada perderà sempre più posizioni e non farà che regalare spazio al regime della maggioranza.
Poi non si venga a dire che Il Movimento 5 Stelle ha portato via voti al centrosinistra , poiché i voti di questa nuova lista sono voti dati non per protesta , ma per dar forza ad un nuovo modo di fare politica, senz’altro più democratico e popolare.
In Piemonte avere Cota o Bresso alla guida della regione non cambia molto…volti e qualizioni diverse, ma alla fin fine demagogicamente perverse entrambi.
Certo si aveva più a cuore l’elezione della candidata del centrosinistra, ma penso sia giusto cosi e che la sconfitta possa far riflettere bene ai politici di centrosinistra su cosa vuole il popolo e chi è che compone il popolo.
Il centrodestra ha vinto anche per la solita scesa in campo del loro leader Berlusconi, che invece di fare il Presidente del Consiglio e di pensare ai problemi del paese fa campagna elettorale con tutti i poteri medianici che naturalmente possiede per le grandi ricchezze accumulate nelle passate legislature, per essere di fatto il padrone in Italia dell’informazione televisiva e giornalistica.
Nulla di più antidemocratico!!!
Nulla da fare ! …la sua capacità da imbonitore è fenomenale (bisogna togliersi tanto di cappello, come si suole dire); aveva ragione Indro Montanelli quando lo definiva il più grande piazzista del mondo e lo riteneva, con largo anticipo, un pericolo per la democrazia del paese.
Ma ricordo che oramai non c’è solo più lui, ma tutto il suo seguito di fedeli che siedono nelle più importanti poltrone del paese e che come padroni e non rappresentanti del popolo fanno ciò che vogliono.
Certamente vogliono cambiare con demagogiche riforme la Costituzione, per levare ogni ostacolo rimasto alla loro bramosia di potere e per instaurare definitivamente il loro regime filo-fascista.
Ricordiamoci come nei primi anni venti dello scorso secolo Mussolini nel contesto della forte instabilità politica e sociale successivo alla Grande Guerra, puntò alla presa del potere. Forzando la mano delle istituzioni, con l'aiuto di atti di squadrismo e d'intimidazione politica riusaci ad ottenere l’investitura di Capo del Governo per poi con le contestate (per via dei brogli elettorali ) elezioni ottenere il potere assoluto.
Oggi pur non essendoci questo stato di cose, c’è l’instabilità di un centro-sinistra allo sbando, un crisi acuta e duratura dal punto di vista economico-sociale, un inconsueto qualunquismo (specie giovanile) politico determinato dallo sfrenato consumismo elargitoci dal potere come placebo ai mali interiori della vita quotidiana, una incapacità incredibile di fare opposizione politica nei meandri interni del parlamento, un declassamento del potere legislativo da parte del potere esecutivo, un tentativo costante di bay.passare anche il potere giudiziario attraverso leggi personali e di parte, un’informazione filo-guidata e censurata da parte della maggioranza, una presenza costante e persistente di volti noti del potere attuale che non lasciano spazio a volti nuovi, una politica in mano ai brontosauri legati alle poltrone, una politica colma di delinquenti ( mafiosi, indagati, condannati, corrotti, fraudolenti, ecc…) legalizzati da loro stessi, ecc…
Oggi dicevamo c’è tutto ciò che serve per instaurare un colpo mortale alla democrazia del paese, e le uniche forze contrarie e oppositrici sono sole e contrastate anche da quella potenza potenziale dell’unico partito che potrebbe essere il naturale antagonista dell’attuale maggioranza golpista.
Per questo piango: piango per la vittoria del regime e piango perché non c’è quella grande opposizione che metà paese col suo voto desidera; piango perché le forze nuove e non (Movimento 5 Stelle, Di Pietro, Rifondazione comunista, ecc) sono inascoltate dall’ipocrisia del centro-sinistra.
Ecco allora un futuro veramente incerto e buio, un medioevo pauroso e nefasto per il popolo dei lavoratori, per la gente comune, per coloro che trainano il paese con la loro fatica e il loro sudore a vantaggio dell’oligarchia oggi al potere.
Ogni diritto acquisito dopo decenni di lotte dei nostri padri potrà essere tolto in cambio di un cellulare nuovo, di un tv a cristalli liquidi, di un’auto più bella, di un viaggio esotico…
Ne vale la pena? Credo fermamente di no!
Con le nuove riforme si assisterà in seguito alla candidatura di Berlusconi come Presidente della Repubblica e la sua elezione porterà in carica il primo Presidente di una Repubblica Presidenzialista, con un addio alla democrazia e a quella Carta Costituzionale che i Padri della Patria ci hanno consegnato per amarla e custodirla anche a prezzo della vita.
In questo quadro nefasto spero nella levatura morale e politica dei giovani, degli studenti, delle nuove generazioni che come sempre nella storia hanno lottato per la libertà del popolo; spero che i giovani si sveglino dal torpore politico incredibile con cui si sono chiusi per un benessere-consumistico che lava il cervello; spero nelle nuove forze sociali pure e libere che sappiano mantenersi tali e fendere colpi micidiali al regime; spero nel popolo dei cittadini comuni che prendano le “armi ghandiane” contro “il mare di prepotenze e di ingiustizie e combattendole pongano fine ad esse“.
Spero in un paese libero e giusto guidato con rettitudine e senso civico oltre ché da una profonda e prodiga capacità verso i bisogni altrui.
Giù le mani dalla Costituzione!!!
Il voto in Val di Susa inoltre palesa la grande opposizione dei cittadini alla TAV e ciò non fa altro che rimarcare il proprio “mea Culpa “ al partito che per antonomasia storico-politica doveva ascoltare la voce del movimento contrario all’alta velocità , i NO TAV., la voce della gente che vive sulle proprie spalle l’alterigia dei politici.
Questo dimostra che fin quando il potere centrale del partito non tiene conto della voce del popolo, ma obbedisce a un vertice direttivo sporco, ipocrita e connubiale col regime al governo e con i poteri forti dell’imprenditoria filo-mafiosa , senza contare tutto il resto, esso dovrà ad ogni consultazione elettorale leccarsi ferite sempre maggiori.
Piano piano anche gli abituali elettori storici di questo partito emigreranno e l’unica forza al momento potenzialmente in grado di emergere si ridurrà a poche percentuali di votanti.
“ Non si sputa nel piatto dove si mangia”!
Non si rinnegano gli originali ideali e le proprie origini per confondersi nell’attuale “mangia-mangia” della casta al potere.
Questo centro-sinistra deve cambiare rotta, ma prima deve cambiare i suoi dirigenti oramai asserviti al potere, ai propri interessi e alle proprie incapacità di vedere oltre il loro naso.
Sono felice per il risultato del Movimento 5 Stelle, veramente contento e sono contento anche per la tenuta di Di Pietro che ha patito molto il riciclaggio di politici arrivisti insedianti nelle sue liste, oltre all’alleanza col PD in Campania per sostenere un candidato inquisito e corrotto.
Sono amareggiato per tutto il resto…e per un Governo Nazionale e Regionale oppressore dei deboli e nemico acerrimo dell’ambiente e della natura.
L’esultazione di Berlusconi & company è fuori luogo in quanto ha vinto contro un partito d’opposizione incapace di fare opposizione e incapace di rinnovarsi partendo dal vertice, quindi contro un partito perdente fin dall’inizio… e lui, il leader supremo, rimane comunque l’imprenditore politico e miliardario più indagato della storia italiana, e se non fosse per i truschini legislativi dei suoi leccapiedi avvocati sarebbe di sicuro dietro le sbarre delle patrie galere.
Il centrosinistra ha ben meritato la perdita di alcune regioni per l’incapacità di fare opposizione vera e per il suo connubio deleterio con l’attuale maggioranza, grazie agli ormai consueti ed eterni volti noti; finché questo centrosinistra camminerà lungo questa strada perderà sempre più posizioni e non farà che regalare spazio al regime della maggioranza.
Poi non si venga a dire che Il Movimento 5 Stelle ha portato via voti al centrosinistra , poiché i voti di questa nuova lista sono voti dati non per protesta , ma per dar forza ad un nuovo modo di fare politica, senz’altro più democratico e popolare.
In Piemonte avere Cota o Bresso alla guida della regione non cambia molto…volti e qualizioni diverse, ma alla fin fine demagogicamente perverse entrambi.
Certo si aveva più a cuore l’elezione della candidata del centrosinistra, ma penso sia giusto cosi e che la sconfitta possa far riflettere bene ai politici di centrosinistra su cosa vuole il popolo e chi è che compone il popolo.
Il centrodestra ha vinto anche per la solita scesa in campo del loro leader Berlusconi, che invece di fare il Presidente del Consiglio e di pensare ai problemi del paese fa campagna elettorale con tutti i poteri medianici che naturalmente possiede per le grandi ricchezze accumulate nelle passate legislature, per essere di fatto il padrone in Italia dell’informazione televisiva e giornalistica.
Nulla di più antidemocratico!!!
Nulla da fare ! …la sua capacità da imbonitore è fenomenale (bisogna togliersi tanto di cappello, come si suole dire); aveva ragione Indro Montanelli quando lo definiva il più grande piazzista del mondo e lo riteneva, con largo anticipo, un pericolo per la democrazia del paese.
Ma ricordo che oramai non c’è solo più lui, ma tutto il suo seguito di fedeli che siedono nelle più importanti poltrone del paese e che come padroni e non rappresentanti del popolo fanno ciò che vogliono.
Certamente vogliono cambiare con demagogiche riforme la Costituzione, per levare ogni ostacolo rimasto alla loro bramosia di potere e per instaurare definitivamente il loro regime filo-fascista.
Ricordiamoci come nei primi anni venti dello scorso secolo Mussolini nel contesto della forte instabilità politica e sociale successivo alla Grande Guerra, puntò alla presa del potere. Forzando la mano delle istituzioni, con l'aiuto di atti di squadrismo e d'intimidazione politica riusaci ad ottenere l’investitura di Capo del Governo per poi con le contestate (per via dei brogli elettorali ) elezioni ottenere il potere assoluto.
Oggi pur non essendoci questo stato di cose, c’è l’instabilità di un centro-sinistra allo sbando, un crisi acuta e duratura dal punto di vista economico-sociale, un inconsueto qualunquismo (specie giovanile) politico determinato dallo sfrenato consumismo elargitoci dal potere come placebo ai mali interiori della vita quotidiana, una incapacità incredibile di fare opposizione politica nei meandri interni del parlamento, un declassamento del potere legislativo da parte del potere esecutivo, un tentativo costante di bay.passare anche il potere giudiziario attraverso leggi personali e di parte, un’informazione filo-guidata e censurata da parte della maggioranza, una presenza costante e persistente di volti noti del potere attuale che non lasciano spazio a volti nuovi, una politica in mano ai brontosauri legati alle poltrone, una politica colma di delinquenti ( mafiosi, indagati, condannati, corrotti, fraudolenti, ecc…) legalizzati da loro stessi, ecc…
Oggi dicevamo c’è tutto ciò che serve per instaurare un colpo mortale alla democrazia del paese, e le uniche forze contrarie e oppositrici sono sole e contrastate anche da quella potenza potenziale dell’unico partito che potrebbe essere il naturale antagonista dell’attuale maggioranza golpista.
Per questo piango: piango per la vittoria del regime e piango perché non c’è quella grande opposizione che metà paese col suo voto desidera; piango perché le forze nuove e non (Movimento 5 Stelle, Di Pietro, Rifondazione comunista, ecc) sono inascoltate dall’ipocrisia del centro-sinistra.
Ecco allora un futuro veramente incerto e buio, un medioevo pauroso e nefasto per il popolo dei lavoratori, per la gente comune, per coloro che trainano il paese con la loro fatica e il loro sudore a vantaggio dell’oligarchia oggi al potere.
Ogni diritto acquisito dopo decenni di lotte dei nostri padri potrà essere tolto in cambio di un cellulare nuovo, di un tv a cristalli liquidi, di un’auto più bella, di un viaggio esotico…
Ne vale la pena? Credo fermamente di no!
Con le nuove riforme si assisterà in seguito alla candidatura di Berlusconi come Presidente della Repubblica e la sua elezione porterà in carica il primo Presidente di una Repubblica Presidenzialista, con un addio alla democrazia e a quella Carta Costituzionale che i Padri della Patria ci hanno consegnato per amarla e custodirla anche a prezzo della vita.
In questo quadro nefasto spero nella levatura morale e politica dei giovani, degli studenti, delle nuove generazioni che come sempre nella storia hanno lottato per la libertà del popolo; spero che i giovani si sveglino dal torpore politico incredibile con cui si sono chiusi per un benessere-consumistico che lava il cervello; spero nelle nuove forze sociali pure e libere che sappiano mantenersi tali e fendere colpi micidiali al regime; spero nel popolo dei cittadini comuni che prendano le “armi ghandiane” contro “il mare di prepotenze e di ingiustizie e combattendole pongano fine ad esse“.
Spero in un paese libero e giusto guidato con rettitudine e senso civico oltre ché da una profonda e prodiga capacità verso i bisogni altrui.
Giù le mani dalla Costituzione!!!
Il voto in Val di Susa inoltre palesa la grande opposizione dei cittadini alla TAV e ciò non fa altro che rimarcare il proprio “mea Culpa “ al partito che per antonomasia storico-politica doveva ascoltare la voce del movimento contrario all’alta velocità , i NO TAV., la voce della gente che vive sulle proprie spalle l’alterigia dei politici.
Questo dimostra che fin quando il potere centrale del partito non tiene conto della voce del popolo, ma obbedisce a un vertice direttivo sporco, ipocrita e connubiale col regime al governo e con i poteri forti dell’imprenditoria filo-mafiosa , senza contare tutto il resto, esso dovrà ad ogni consultazione elettorale leccarsi ferite sempre maggiori.
Piano piano anche gli abituali elettori storici di questo partito emigreranno e l’unica forza al momento potenzialmente in grado di emergere si ridurrà a poche percentuali di votanti.
“ Non si sputa nel piatto dove si mangia”!
Non si rinnegano gli originali ideali e le proprie origini per confondersi nell’attuale “mangia-mangia” della casta al potere.
Questo centro-sinistra deve cambiare rotta, ma prima deve cambiare i suoi dirigenti oramai asserviti al potere, ai propri interessi e alle proprie incapacità di vedere oltre il loro naso.
Sono felice per il risultato del Movimento 5 Stelle, veramente contento e sono contento anche per la tenuta di Di Pietro che ha patito molto il riciclaggio di politici arrivisti insedianti nelle sue liste, oltre all’alleanza col PD in Campania per sostenere un candidato inquisito e corrotto.
Sono amareggiato per tutto il resto…e per un Governo Nazionale e Regionale oppressore dei deboli e nemico acerrimo dell’ambiente e della natura.
mercoledì 24 marzo 2010
BASTA...!!!
Non c’è più il “buon esempio” . il saper ascoltare e il saper chiedere scusa!
Oggi si lavora sui ruoli più che sulle menti e sui cuori, sugli esiti più che sulle motivazioni.
Oggi si insiste a proposito e a sproposito sulla cultura del “fare”, trascurando l’”essere”.
Ciò determina tutti i disvalori di questa classe dirigente: corruzione, svalutazione della vita, erosione delle regole perseguita con ostinazione nel campo economico-legislativo e sociale, perdita di ogni valore morale, egoismo, superbia, opportunismo, ecc…tanto che perfino il sommo poeta avrebbe difficoltà ad inserire nella sua prima cantica gli omuncoli o umanoidi verticisti dei quadri direttivi ; dovrebbe inserirli tutti in ognuna delle sue bolge infernali.
Basta!
Il popolo dei lavoratori che pagano le tasse dovute, il popolo dei disoccupati, il popolo dei malati, il popolo degli emarginati, il popolo degli immigrati, il popolo dei nuovi poveri, il popolo…cioè la gente comune che vive e muore in Italia ha il diritto di dire BASTAAAAAAAAAAAAAAAAA…!!!
Allora …
Basta a un governo nazionale di ladri, papponi, falsi, incompetenti, guerrafondai, mascalzoni, indagati, condannati, implicati, festaioli…e chi più ne ha lo scriva…
Basta ai governi regionali, provinciali e cittadini di pari corso a quello centrale
Basta a un governo di decreti legislativi
Basta a un Parlamento circonvallato, circonvenuto e bay-passato
Basta all’assalto della Carta Costituzionale per effettuare il “golpe- soft riformista”
Basta al “ fare” per il falso progresso
Basta a politici corrotti, delinquenti e opportunistici
Basta alle leggi razziste
Basta alle grandi opere come cattedrali nel deserto
Basta alle infrastrutture inutili e dannose alla salute del cittadino oltre che alle sue tasche- Basta alla censura dell’informazione
Basta all’informazione dei pochi potenti
Basta ai lodi Alfano, Schifani, ecc
Basta alle leggi ad personam
Basta ai conflitti d’interesse
Basta alle centrali nucleari
Basta agli inceneritori,… il problema rifiuti non si risolve bruciandoli…incompetenti…!
Basta alla CO2
Basta alla privatizzazione dell’acqua
Basta alle morti bianche
Basta alla cementificazione del territorio
Basta alla vendita del demanio
Basta al vendita dei territori e degli immobili appartenenti al popolo
Basta ad una Chiesa che non prende posizioni cristiane
Basta a Chiesa che gioca col potere temporale
Basta a un progresso ipocrita del “fare”
Basta al progresso del “costruire” sempre e ovunque
Basta alla velocità insensata
Basta alla tv imbecille
Basta alla cecità verso il popolo che soffre
Basta alla sordità verso un popolo che grida
Basta alle auto e aerei “blu”
Basta alle scorte pagate dal popolo ai politici corrotti, indagati, falsi, mafiosi, ecc…
Basta alla mafia concubina con la politica
Basta ai politici mafiosi
Basta agli sciacalli imprenditoriali
Basta alle Impregilo e alle varie multinazionali di stampo mafioso
Basta ai Gelli
Basta alla P2
Basta alle ai falsi attentati per demonizzare i contrari dell’attuale regime
Basta alle false lettere, scritte minatorie per colpevolizzare il popolo che coraggiosamente dice NO
Basta picchiare il popolo civile ed inerme che manifesta il proprio dissenso avallando motivazioni precostruite e false
Basta all’ “Uomo del mio tempo” cantato da Quasimodo
Basta ad un governo guerrafondaio
Basta alle feste dei potenti quando il popolo piange
Basta a un Presidente della Repubblica che dorme
Basta ad una opposizione inesistente e corrotta
Basta ai Berlusconi, ai Schifani, ai Brunetta, agli Alfano. ai Sacconi, ai Matteoli, ai Moratti, ai Formigoni, ai D’alema, ai Fassino, ai Riina, ai Provenzano, ai Capezzoli, ai Chiamparino, ai Saitta, alle Bresso, ai Ferrentino, ai Pomicino, ai …., ai…e la lista sarebbe interminabile…- Per tutto ciò… è ora che il popolo opponga una forte e “ghandiana” resistenza popolare e partigiana con una accusa e una denuncia ;…
J’ACCUSE …!
Lettera al Presidente della Repubblica
J’accuse…
L’attuale Governo della Repubblica Italiana di essere un governo oligarchico e autoritario senza precedenti dall’epoca fascista e come non se ne sono mai visti in una democrazia occidentale; un governo falso e viscido che lascia la sua untuosità in ogni azione che tocca…- Il signor Silvio Berlusconi di essere subdolo, infido, ipocrita, demagogico, misfacitore, colpevole a piede libero….insieme a tutti i suoi devoti servi
- Accuso il Presidente del Consiglio di onnipotenza inconcepibile per una democrazia e di aver instaurato con l’aiuto dei suoi servi un regime nemico del popolo italiano.
Un Presidente del Consiglio che ha paura di farsi processare anche se si ritiene innocente è un presidente colpevole fin dalle sue fondamenta in quanto non ha fiducia delle istituzioni che lui stesso rappresenta.
Come potremmo allora noi, POPOLO , avere fiducia in lui!
Un presidente che triplica in 5 anni di legislazione il suo impero finanziario è un presidente che ha lavorato in seno alle massime cariche dello stato per i suoi tornaconti; i suoi conflitti d’interesse mai regolati dall’opposizione compiacente ed inesistente lo ha reso sempre più forte e allo stesso tempo nel diritto di esercitare nella Repubblica la sua follia.
Questo presidente deve dimettersi immediatamente e con lui tutti i suoi tirapiedi; in caso contrario il paese rovinerà nel caos di una crisi non solo socio-economica ma anche di identità relativa alla dignità di un paese che si riteneva libero e che ora non può più esserlo.
Ogni suo leccapiedi che siede nei ministeri , nelle poltrone regionali e cosi via…sono uomini incompetenti ed ignoranti…seguono alla lettera un copione che dopo anni è sempre lo stesso…nonostante il mondo fuori cambia e dentro crolla.
Questo governo ha perpetrato e perpetra misfatti ai danni del popolo che lavora e da solo mantiene uno Stato che si consuma a vista d’occhio..per chi non ha la trave davanti agli occhi.
Accuso il governo di abuso di potere attraverso i continui e persistenti decreti legge che bay-passano il potere esecutivo del parlamento, appropriandosene.
Accuso il governo di censurare l’informazione e di bloccare l’opinione contrastante il suo potere
Accuso il governo di calpestare i diritti dei cittadini attraverso il suo potere mediatico presente nelle televisioni e nei giornali
Accuso il governo di collaborare con la mafia imprenditoriale in ogni suo progetto infrastrutturale, grande o piccolo che sia…
Accuso il governo di linciaggio fisico e morale nei confronti di inermi cittadini sfalsando poi e mistificando nel dopo l’informazione (guardare i casi NO TAV)
Accuso il governo di un futuro omicidio nei confronti di una parte di cittadini onesti che lottano per salvaguardare il territorio in cui vivono (l’amianto e l’uranio ci sono, le polveri ci saranno e la TAV la vogliono costruire ben sapendo la percentuale di morti per tumore che aumenteranno )
Accuso il governo di rendersi colpevole verso la natura e l’ambiente se costruirà la TAV- Accuso il governo di non pensare al futuro del paese e del pianeta , ma di pensare solo ai propri componenti e amici arricchendosi e acquistando sempre più potere.
Accuso il governo di voler costruire centrali nucleari annullando senza diritto un referendum popolare e il volere dei cittadini
Accuso il governo di volere queste centrali pericolose per la salute pubblica e per l’ambiente
Accuso il governo di non impegnarsi in modo totale alle energie rinnovabili relegandoci ad essere sempre il fanalino di coda tra i paesi occidentali nei riguardi dell’energia- Accuso il governo di pensare a non far processare il proprio leader per salvaguardare il proprio status sociale
Accuso il governo di credersi il proprietario dello stato e di tutti i suoi averi e di non considerarsi un semplice rappresentante del popolo
Accuso il governo di essere guerrafondaio : la pace non si costruisce mai con le armi e con missioni militari in cambio di progetti e licenze imprenditoriali su paesi in via di sviluppo- Accuso il governo di raggirare la buona fede dei cittadini più poveri e degli anziani con l’elemosina delle social.card
Accuso il governo …di tutto…tutto ciò che fa per distruggere la Repubblica- Accuso il governo di voler mettere mano alla costituzione italiana con l’attenuante ipocrita delle riforme per rendere più facile e definitivo il suo regime, per eseguire il suo “golpe-soft” finale.
Accuso il governo di incapacità a comprendere che il progresso ai giorni nostri non è il “fare” e il “costruire” ad oltranza, ma rispettare l’ambiente, la natura che ci ospita.- Accuso il Presidente del Consiglio di non svolgere il suo compito specie durante le campagne elettorali…, faccia il Presidente non il “cerca voti e consensi” con la sua retorica demagogica del “cazzo” attraverso il monopolio dell’informazione…Dovrebbe essere in carcere…tra l’altro, non sopra un palco a raccontare “stronzate“…
- Infine accuso il Partito Democratico di essere concubino di tale governo per non essere mai stato all’altezza di fare opposizione, ma anzi di collaborazione infingarda con tale governo.
- …fermiamo questo Governo di falsità e follia e ricominciamo a pensare con la nostra testa.
- E’ ora di finirla…è ora di dire basta….
Possiamo forse ancora salvare il paese Italia e con esso il suo territorio e il suo popolo.
Nessuna violenza, ma solo una grande marcia di popolo unito e deciso a cambiare pagina fermando questi malandrini legalizzati e buttandoli nelle galere o nella rete sociale senza gli averi che con raggiri hanno maltolto al popolo.
Avviciniamoci alla natura, salvaguardiamo l’ambiente, sfoderiamo le nostre virtù, evangelizziamoci anche…attraverso una attenta lettura del Vangelo… Gesù Cristo era con i poveri, gli emarginati, gli afflitti, gli affamati, i malati, gli innocenti, i buoni, gli umili, ecc…
San Francesco c’è lo ricorda attraverso la sua svestizione e la sua vita…e l’Istituzione della Chiesa non poté fare altro che crollare davanti alla verità del vangelo non manipolato…
Popolo italiano apri gli occhi e inizia un nuovo cammino verso la libertà e l’uguaglianza..il nemico peggiore è in casa e siede a capotavola.
Questa gente e per primo il suo capo hanno solo e sempre pensato ai propri interessi sfruttando l’ignoranza e il consumismo, il potere e il conformismo dilagante che dispensano per tenerci incatenati.
Spezziamo queste catene…spezziamole…
lunedì 7 settembre 2009
Lettera aperta a tutti gli amministratori locali...
Lettera aperta a tutti gli amministratori locali …
Al Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso
Al Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta
Ai Presidenti delle Comunità Montane
Ai Sindaci dei Comuni interessati
Alla popolazione
Sono un cittadino nato e residente a Rivoli da 51 anni, mi chiamo Massimo Ciurca e scrivo a Voi tutti con sentita amarezza nonché forte disaccordo sul tema TAV.
In questi giorni, in una riunione tra dirigenti amministrativi politici e tecnici si è deciso per il prossimo autunno l’inizio dei lavori di carotaggio per il tunnel TAV …, Il ministro Matteoli lo ha dichiarato pubblicamente alla stampa.
Ebbene, non posso comprendere come persone colte e interessate al bene collettivo come Voi possano essere d’accordo con una tale abominevole infrastruttura.
Mi spiace doverlo affermare, ma Vi ritengo corresponsabile di decisioni sconsiderate e malate già al loro nascere.
E , mi credano , sono molto amareggiato nell’affermare questo sentimento!
Io sono un ambientalista, ma non ho mai partecipato a manifestazioni a pro di questa causa, non sono iscritto a nessuna associazione e non frequento convivi al riguardo, ma dalle informazioni apprese e dagli studi effettuati in questi ultimi tre anni mi sono reso conto che anche la TAV non è altro che una struttura studiata per le lobby politiche rivolte al lucro, per le lobby mafiose correlate e per l’interesse specifico di qualche persona interessata a incamerare infiniti capitali di danaro pubblico, ovvero di quel danaro che gli onesti cittadini versano allo stato per , tra le varie cose, la propria salute.
Non mi vengano a raccontare la favola della mala informazione nei riguardi dell’amianto e dell’uranio e delle moderne tecnologie che dovrebbero smaltire queste sostanze in totale sicurezza; consiglio vivamente a tutti di informavi bene e di farlo andando oltre al campanellismo pro-TAV.
Già il territorio della Val di Susa ha, secondo statistiche certe, una maggior incidenza di tumori alla prostata e all’utero nonché pleurici e peritoneali in genere, per sostanze nocive insite nel territorio, per le polveri sviluppate durante la costruzione dell’autostrada, per lo smaltimento a cielo aperto del materiale scavato durante queste infrastrutture, per la fabbrica di San Didero …immaginiamoci il trivellamento di tunnel cosi lunghi e cosi larghi.
Inoltre sappiamo tutti che anche se fosse vero il tema sicurezza di cui parlate non è certo che esso venga espletato, poiché conosciamo bene l’uomo, la tentazione di arricchirsi alle spalle del sistema; conosciamo bene i lavori come vengono progettati e poi eseguiti , nelle piccole cose come nelle grandi (basta vedere come vengono costruiti gli ospedali nuovi, dove a volte nel bagno in camera non passa la carrozzina per la porta troppo stretta o dove un DEA nuovo ha evidenti pecche strutturali che rendono il lavoro dei sanitari artificioso, poco funzionale ed efficiente).
Immaginiamoci un lavoro di portata come la TAV, che dura anni e anni in una valle stretta e chiusa con i costi fuori limite persistenti.
Uno spreco assurdo ed inconcepibile di danaro del popolo!
Ma questo è il meno, poiché ciò che più mi preme è sottolineare come si stia assistendo a un silente e futuro omicidio preterintenzionale o peggio colposo e doloso continuato e reiterato nei confronti dei cittadini di questa valle e dei territori limitrofi.
Quindi già in partenza è un progetto anticostituzionale in quanto va a ledere l’articolo 32 della Costituzione Italiana, la definizione di salute nella Costituzione dell’OMS e il principio della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino.
È un crimine contro l’umanità locale della valle!
Quando uno Stato mette a rischio la salute e la vita anche di una sola persona , esso si macchia di una grave colpa e per questo i suoi rappresentanti devono essere costretti alle dimissioni e sottoposti ad un processo popolare.
Ora tutti noi sappiamo come la costruzione della TAV in Val di Susa sia un opera inutile e gravosa sulle spalle dei cittadini che lavorano e che pagano le tasse a discapito di servizi sociali più urgenti e più appropriati al benessere collettivo; tutti sappiamo come spesso queste mega/opere siano appaltate da imprenditori spudoratamente compromessi con la politica sporca o con la mafia; tutti sappiamo come aumenteranno i costi finali dell’opera alla faccia dei costi iniziali (specie in Italia); tutti sappiamo come per guadagnare o meglio dire derubare legalmente l’.imprenditore finisce per eseguire i lavori a rilento e senza o con minimi apporti di sicurezza; tutti sappiamo che l’ambiente, la fauna, la flora subiranno cambiamenti disastrosi e difficilmente recuperabili,; tutti sappiamo come si perderanno sorgenti e falde acquifere (il bene più prezioso per la vita dell’uomo e della natura); tutti sappiamo la storia del Mugello, in un territorio molto meno problematico della Val di Susa. Basta vedere come i pro.TAV battono sulla compensazione da offrire al territorio in questione e da propinare ai suoi abitanti. Una corruzione legalizzata veramente inaudita per uno Stato Civile del XXI secolo.
Ma sulla salute e la vita del Popolo o di una sua parte non si lucra e non si tergiversa nella maniera più assoluta!
Per ciò come comune cittadino Italiano, in questa incredibile e silente situazione di Regime Assolutistico e Oligarchico che si è venuta a creare per mezzo di governanti e amministratori reazionari, prima Vi imploro di vagliare bene le Vostre decisioni, poi Vi prego di informarvi meglio e infine Vi supplico di cambiare idea.
In caso di inizio carotaggi e nel 2010 dell’inizio dei lavori veri e propri il Governo Nazionale, quello Regionale e Provinciale si macchieranno di crimini preterintenzionali , colposi e dolosi contro l’umanità riferiti ad una parte della popolazione italiana.
Il progresso non vuol dire costruire e sviluppo a tutti i costi; vuol dire - specie oggi - capire cosa veramente è utile all’uomo e all’ambiente che lo circonda per ristabilire una dimensione umana più consona alla vita del singolo, alla collettività e al pianeta che ci ospita.
E non credano, i signori del nucleare, di poterla fare franca! Anche loro saranno giudicati dal popolo per decisioni anch’esse assurde e incompatibili con la dimensione di un vivere sano e di qualità. Esempi reali di energia rinnovabile, ecologica e a costo decisamente minore oramai sono davanti agli occhi di tutti. Ma questo è un altro tema che tratteremo con chi crede di poter sperperare il sudore della gente comune con chiacchiere ipocrite e soprattutto dannose per l’ambiente e per la salute nostra e dei nostri figli, nipoti e pronipoti.
Le bugie, se non ricordo male, hanno le gambe corte e il naso lungo e mai come in questo periodo vedo nani che si credono giganti e pinocchi nelle poltrone del potere.
Con ciò saluto cordialmente e in attesa di un gentile riscontro ritorno sui testi e sulle relazioni pro e contro TAV per continuare a informarmi.
Rivoli, 31 Luglio 2009
Massimo Ciurca
Al Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso
Al Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta
Ai Presidenti delle Comunità Montane
Ai Sindaci dei Comuni interessati
Alla popolazione
Sono un cittadino nato e residente a Rivoli da 51 anni, mi chiamo Massimo Ciurca e scrivo a Voi tutti con sentita amarezza nonché forte disaccordo sul tema TAV.
In questi giorni, in una riunione tra dirigenti amministrativi politici e tecnici si è deciso per il prossimo autunno l’inizio dei lavori di carotaggio per il tunnel TAV …, Il ministro Matteoli lo ha dichiarato pubblicamente alla stampa.
Ebbene, non posso comprendere come persone colte e interessate al bene collettivo come Voi possano essere d’accordo con una tale abominevole infrastruttura.
Mi spiace doverlo affermare, ma Vi ritengo corresponsabile di decisioni sconsiderate e malate già al loro nascere.
E , mi credano , sono molto amareggiato nell’affermare questo sentimento!
Io sono un ambientalista, ma non ho mai partecipato a manifestazioni a pro di questa causa, non sono iscritto a nessuna associazione e non frequento convivi al riguardo, ma dalle informazioni apprese e dagli studi effettuati in questi ultimi tre anni mi sono reso conto che anche la TAV non è altro che una struttura studiata per le lobby politiche rivolte al lucro, per le lobby mafiose correlate e per l’interesse specifico di qualche persona interessata a incamerare infiniti capitali di danaro pubblico, ovvero di quel danaro che gli onesti cittadini versano allo stato per , tra le varie cose, la propria salute.
Non mi vengano a raccontare la favola della mala informazione nei riguardi dell’amianto e dell’uranio e delle moderne tecnologie che dovrebbero smaltire queste sostanze in totale sicurezza; consiglio vivamente a tutti di informavi bene e di farlo andando oltre al campanellismo pro-TAV.
Già il territorio della Val di Susa ha, secondo statistiche certe, una maggior incidenza di tumori alla prostata e all’utero nonché pleurici e peritoneali in genere, per sostanze nocive insite nel territorio, per le polveri sviluppate durante la costruzione dell’autostrada, per lo smaltimento a cielo aperto del materiale scavato durante queste infrastrutture, per la fabbrica di San Didero …immaginiamoci il trivellamento di tunnel cosi lunghi e cosi larghi.
Inoltre sappiamo tutti che anche se fosse vero il tema sicurezza di cui parlate non è certo che esso venga espletato, poiché conosciamo bene l’uomo, la tentazione di arricchirsi alle spalle del sistema; conosciamo bene i lavori come vengono progettati e poi eseguiti , nelle piccole cose come nelle grandi (basta vedere come vengono costruiti gli ospedali nuovi, dove a volte nel bagno in camera non passa la carrozzina per la porta troppo stretta o dove un DEA nuovo ha evidenti pecche strutturali che rendono il lavoro dei sanitari artificioso, poco funzionale ed efficiente).
Immaginiamoci un lavoro di portata come la TAV, che dura anni e anni in una valle stretta e chiusa con i costi fuori limite persistenti.
Uno spreco assurdo ed inconcepibile di danaro del popolo!
Ma questo è il meno, poiché ciò che più mi preme è sottolineare come si stia assistendo a un silente e futuro omicidio preterintenzionale o peggio colposo e doloso continuato e reiterato nei confronti dei cittadini di questa valle e dei territori limitrofi.
Quindi già in partenza è un progetto anticostituzionale in quanto va a ledere l’articolo 32 della Costituzione Italiana, la definizione di salute nella Costituzione dell’OMS e il principio della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino.
È un crimine contro l’umanità locale della valle!
Quando uno Stato mette a rischio la salute e la vita anche di una sola persona , esso si macchia di una grave colpa e per questo i suoi rappresentanti devono essere costretti alle dimissioni e sottoposti ad un processo popolare.
Ora tutti noi sappiamo come la costruzione della TAV in Val di Susa sia un opera inutile e gravosa sulle spalle dei cittadini che lavorano e che pagano le tasse a discapito di servizi sociali più urgenti e più appropriati al benessere collettivo; tutti sappiamo come spesso queste mega/opere siano appaltate da imprenditori spudoratamente compromessi con la politica sporca o con la mafia; tutti sappiamo come aumenteranno i costi finali dell’opera alla faccia dei costi iniziali (specie in Italia); tutti sappiamo come per guadagnare o meglio dire derubare legalmente l’.imprenditore finisce per eseguire i lavori a rilento e senza o con minimi apporti di sicurezza; tutti sappiamo che l’ambiente, la fauna, la flora subiranno cambiamenti disastrosi e difficilmente recuperabili,; tutti sappiamo come si perderanno sorgenti e falde acquifere (il bene più prezioso per la vita dell’uomo e della natura); tutti sappiamo la storia del Mugello, in un territorio molto meno problematico della Val di Susa. Basta vedere come i pro.TAV battono sulla compensazione da offrire al territorio in questione e da propinare ai suoi abitanti. Una corruzione legalizzata veramente inaudita per uno Stato Civile del XXI secolo.
Ma sulla salute e la vita del Popolo o di una sua parte non si lucra e non si tergiversa nella maniera più assoluta!
Per ciò come comune cittadino Italiano, in questa incredibile e silente situazione di Regime Assolutistico e Oligarchico che si è venuta a creare per mezzo di governanti e amministratori reazionari, prima Vi imploro di vagliare bene le Vostre decisioni, poi Vi prego di informarvi meglio e infine Vi supplico di cambiare idea.
In caso di inizio carotaggi e nel 2010 dell’inizio dei lavori veri e propri il Governo Nazionale, quello Regionale e Provinciale si macchieranno di crimini preterintenzionali , colposi e dolosi contro l’umanità riferiti ad una parte della popolazione italiana.
Il progresso non vuol dire costruire e sviluppo a tutti i costi; vuol dire - specie oggi - capire cosa veramente è utile all’uomo e all’ambiente che lo circonda per ristabilire una dimensione umana più consona alla vita del singolo, alla collettività e al pianeta che ci ospita.
E non credano, i signori del nucleare, di poterla fare franca! Anche loro saranno giudicati dal popolo per decisioni anch’esse assurde e incompatibili con la dimensione di un vivere sano e di qualità. Esempi reali di energia rinnovabile, ecologica e a costo decisamente minore oramai sono davanti agli occhi di tutti. Ma questo è un altro tema che tratteremo con chi crede di poter sperperare il sudore della gente comune con chiacchiere ipocrite e soprattutto dannose per l’ambiente e per la salute nostra e dei nostri figli, nipoti e pronipoti.
Le bugie, se non ricordo male, hanno le gambe corte e il naso lungo e mai come in questo periodo vedo nani che si credono giganti e pinocchi nelle poltrone del potere.
Con ciò saluto cordialmente e in attesa di un gentile riscontro ritorno sui testi e sulle relazioni pro e contro TAV per continuare a informarmi.
Rivoli, 31 Luglio 2009
Massimo Ciurca
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